La bocca del lupo e la Genova cantata da De André

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:50

Reduce dal premio Torino Film Festival, La bocca del lupo di Pietro Marcello, selezionato anche per il Festival di Berlino, è uscito ieri nelle sale italiane.

Film indipendente e a basso costo (circa centomila euro) è stato voluto dall’associazione San Marcellino, dei Gesuiti genovesi, che si occupa di sostenere e aiutare i senzatetto, e racconta la storia d’amore tra due ex detenuti – Enzo e Mary, transessuale – ambientata in una Genova molto caratteristica, che ricorda le poesie cantate da Fabrizio De André.

Pietro Marcello ha vissuto per anni a Napoli, poi ha scelto di abitare alla Spezia. “Mi piace vivere in Liguria. Grazie al film ho conosciuto meglio anche Genova, una città che guarda a sud, che sente molto la presenza del mare”. Ed è forse questo il motivo per cui ha scelto di realizzare un film – documentario, molto apprezzato dalla critica, che indaga sulla zona dell’angiporto e racconta il tessuto sociale della città attraverso una piccola storia d’amore.

Enzo, siciliano trapiantato al nord, trascorre la maggior parte della sua vita in carcere e lì conosce Mary, un transessuale con gravi problemi di droga. Quando Mary esce di prigione, Enzo deve ancora scontare dieci anni, ma continueranno ad aspettarsi vicendevolmente  e a comunicare attraverso cassette registrate. Il terzo protagonista della storia è la città, che fiancheggia gli umori e i dolori dei due personaggi.

“Ho usato immagini di repertorio per raccontare una città che non c’è più” – ha detto il regista. “La montatrice Sara Fgaier, originaria di Riomaggiore, ha scelto le immagini grazie anche alla collaborazione dell’Archivio storico Ansaldo. Le riprese sono durate sei mesi. Il primo periodo è stato di osservazione del centro storico. Ho vissuto in via del Campo e lì ho trovato grande ispirazione. Cercando il materiale di repertorio ho avuto modo di conoscere molti cineamatori. Con alcuni di loro è nato un rapporto di vera amicizia”.

Claudia Fiume