Calciomercato Juventus: Dzeko, Pazzini, Forlan o…

La Juventus oggi va a Bologna per cercare di confermare il suo discreto periodo di forma. Con Zac i bianconeri non hanno mai perso: due vittorie e altrettanti pareggi sino ad ora. L’obiettivo quarto posto resta ancora lontano, ma un successo nel pomeriggio renderebbe tutto più facile.

Ad ogni modo, la dirigenza juventina pensa già a programmare la prossima stagione. E’ l’attacco il reparto che quest’anno ha deluso di più e dunque quello che ha bisogno di maggiori cambiamenti. Uno tra Amauri e Trezeguet probabilmente partirà. Il francese, in particolare, minaccia di cambiare aria da almeno 4 anni, anche se alla fine è sempre rimasto. Questo, però, potrebbe essere l’anno “buono”. Le qualità del centravanti ex Monaco non si discutono certo ma: l’età (33), i continui infortuni, l’elevato ingaggio, sono tutti fattori che fanno pensare a una sua cessione.

Nemmeno Amauri, comunque, può essere sicuro della riconferma. Alla Juve ha disputato due stagioni deludenti. O conclude quest’annata superando i 10 goal in campionato, oppure potrebbe andare sul mercato. La cosa certa è che la Juve non riavrà indietro i 20 milioni dati a Zamparini per strapparlo al Palermo. L’ex attaccante del Chievo, ormai, vale anche meno della metà…

E veniamo a Paolucci. L’ex Siena è arrivato a gennaio. Ha sin qui fatto solo panchina. Una sua riconferma appare difficile. E, nel caso ci fosse, a cosa servirebbe Paolucci? Per fare tribuna?

Parlato delle possibili cessioni, ci concentriamo ora sugli obiettivi bianconeri. Dzeko piace tantissimo (a chi non piace?), ma resta un sogno, vista la volontà del giocatore (ama il Milan) e la concorrenza di troppe squadre.

Alla Juve piace anche Pazzini, che costa meno, ma certamente è meno forte del bosniaco. Altri nomi che si fanno per l’attacco sono quelli di Forlan (Atletico Madrid, con cui i rapporti sono ottimi) e Matri. Per il cagliaritano Cellino chiede tanti soldi: almeno 20. Insomma, non sarà facile arrivare a nessuno degli attaccanti citati. O perché costano troppo, o perché i loro nomi non entusiasmano certo i tifosi.