Sacconi: fuori i “falliti” dalle amministrazioni pubbliche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:45

A fronte di bilanci sempre in rosso e  non di pochi euro il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi , si fa portatore a livello nazionale  di un’iniziativa già presente in alcuni enti locali: chi non è in grado di amministrare la “cosa pubblica” deve andarsene: è questo in sostanza il concetto fondante. E’ necessaria, secondo il Ministro, l’introduzione di “regole tali da configurare un cosiddetto fallimento politico”  e che rendano gli amministratori protagonisti dello stesso ineleggibili.

Chi ha sbagliato, o chi anche non è capace di mantenere il bilancio delle amministrazioni pubbliche in attivo o in pari, soddisfando sia i cittadini che le regole dettate dal governo in materia, non può e non deve essere rieletto.”Nell’assetto civilistico quando scattano determinati indicatori di bilancio, si procede con il commissariamento e si riportano i libri non in tribunale ma al popolo elettore, con ineleggibilità per gli amministratori falliti”. Così deve avvenire anche per ciò tutto quello che riguarda comuni, province, regioni e apparato statale.

Il buco di 422 milioni di euro scoperto nella sanità campana e sul quale sono intervenuti anche il ministro della salute Fazio e quello delle pari opporutnità Carfagna è testimone di quanto il problema sia profondo, ovviamente non solo in Campania, ma questo caso in particolare è eclatante. Quest’ultima in particolare, sulla questione della sanità in Campania sostiene la presenza oscura di una struttura clientelare che agisce in pratica come aspirapolvere ai danni dello stato, chiedendo soldi e, nei casi migliori, spendendoli male, o per raccogliere consenso elettorale.

In sostanza, nell’amministrazione pubblica manca l’attribuzione di responsabilità personale ai dirigenti in merito alle  azioni compiute dagli stessi. A causa di questo si verifica il fenomeno del “chi può spendere di più, spesso spende peggio”. Gli indicatori atti a scoprire l’errata gestione delle risorse dovranno essere del tutto oggettivi, non traviati quindi da eventuali appartenenze politiche o “di casta”.  

Iniziativa vera, dichiarazioni elettorali o solo un bel sogno?

A.S.