Sanremo 2010: la polemica si fa politica

Questa 60esima edizione del Festival della canzone italiana rimarrà negli annali nazional popolari per le feroci polemiche che l’ hanno segnata. Fischi e rumoreggiamenti che la “ruspante” galleria dell’Ariston ha indirizzato non solo ai cantanti meno graditi che hanno calcato il palcoscenico, ma anche a qualche ospite presente in platea.

E’ successo ieri al segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, interpellato (a sorpresa?) da un Maurizio Costanzo che, sul palco sanremese, rodava la partenza del suo nuovo talk show prevista per domani su Rai Uno.

Insieme al noto giornalistica tre dipendenti dello stabilimento di Termini Imerese, ospitati per catalizzare l’attenzione pubblica su un dramma sociale che fatica a coinvolgere l’audience dei grandi numeri.

Una mossa insolita, resa ancora più audace dalla volontà del giornalista di interpellare due politici presenti al Teatro Ariston. Il primo è Pier Luigi Bersani che, preso possesso del microfocno, tenta di abbozzare un commento al dramma occupazionale della fabbrica siciliana. Tentativo mal riuscito perché una raffica di sonori fischi e di “basta” urlati dai più insofferenti gli impediscono di formulare un discorso ben strutturato.

C’è solo il tempo di accennare alla speranza che il governo si occupi della delicata vertenza che coinvolge lo stabilimento Fiat, poi il segretario dei democratici preferisce riconsegnare mestamente il microfono per proteggersi dai “dardi” scagliati dall’impietosa platea.

Migliore accoglienza i frequentatori dell’Ariston riservano, invece, al ministro Claudio Scajola, anche lui coinvolto nell’improvvisato talk show allestito da Costanzo. Il responsabile dello Sviluppo economico riesce a illustrare con maggiore serenità i suoi propositi e incassa anche qualche applauso che coglie con soddisfazione, gustando a pieno la differenza di gradimento tra il governo da lui rappresentato e l’opposizione di Bersani.

“Si è trattata di una gravissima violazione della par condicio” ha commentato the day after Giancarlo Mazzuca, esponente del Pdl e componente della commissione di Vigilanza sulla Rai.

“Costanzo – ha aggiunto – ha strumentalizzato una manifestazione canora a fini politici. Bene ha fatto Scajola a ricordare che si era nel corso di una trasmissione di spettacolo che non poteva prevedere interventi di natura politica”. Mazzucca ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare che tenterà di fare luce sull’incidente “politico” che ha portato scompiglio nella città dei fiori, mischiando canzoni e propaganda elettorale.

Dal canto suo, il grande “fischiato” democratico ha sgombrato il campo dai sospetti su un presunto “complotto” ordito ai suoi danni per enfatizzare la scarsa popolarità del suo partito.

Un trappolone? – ha chiosato Bersani, intervenendo al Dopofestival di Youdem Tv – Io non ci credo, certo il momento poteva essere pensato meglio perché il clima era già surriscaldato dopo le esclusioni dei cantanti e l’intervento era quindi un po’ a freddo, fuori dal contesto”.

“Forse si è preso un po’ sottogamba un momento così delicato – ha proseguito il segretario del Pd –  con tre operai in cassa integrazione sul palco. Non è stato divertente né opportuno, ma mi dispiace per gli operai. Trovi sempre qualcuno che non gradisce la loro presenza”.

L’incursione sanremese di Bersani sembra insomma non aver sortito l’effetto sperato. E ha probabilmente determinato una categorica presa di distanza degli elettori posizionati più a sinistra che, spiazzati dalla sua presenza al Teatro Ariston di Sanremo, si saranno domandati in tono sconsolato: “Chissà cosa direbbe Berlinguer?“.

Maria Saporito

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.