Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Alfano: “Nessuna fretta sul ddl intercettazioni”

Alfano: “Nessuna fretta sul ddl intercettazioni”

Il Guardasigilli, Angelino Alfano

A chi ha chiesto chiarimenti a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni, il Guardasigilli Alfano ha risposto in maniera chiara: “non ci diamo l’obiettivo del voto prima dell’appuntamento elettorale di fine marzo“. Riferendosi chiaramente, con queste parole, alle prossime elezioni Regionali, ritenute una tappa importante per il prossimo assetto politico del Paese. Dalla conferenza stampa al Cairo, dove è attualmente in visita, Alfano ha poi aggiunto: “vogliamo fare un lavoro che sia il piu’ serio possibile. Dal momento pero’ che il ddl e’ stato proposto dal consiglio dei ministri nel luglio del 2008 e siamo gia’ a fine febbraio 2010, non mi pare che abbiamo fatto in tutta fretta”. Risposta, questa, a chi ha accusato il governo di voler accelerare i tempi del disegno di legge per questioni di “comodo” che potrebbero riguardare il premier ed altri politici. Su tutti la Finocchiaro (Pd), che lo scorso 18 febbraio aveva dichiarato di non volere “accelerazioni sul testo”.

A prescindere dalla questione sui tempi, comunque, il disegno di legge sulle intercettazioni non manca di suscitare polemiche. Per Casini, ad esempio, il disegno di legge va rivisto. Il presidente Udc ha reso questo concetto chiaramente, con parole tutt’altro che leggere: “impedire le intercettazioni telefoniche quando si vuol fare la guerra alla corruzione significa contraddirsi”. Dal canto suo Alfano ha risposto difendendo il ddl: “rimette equilibrio su tre diritti sempre garantiti: quello alla privacy e alla riservatezza previsto dall’articolo 15 della Costituzione, quello al diritto di cronaca e libero pensiero, garantito dall’articolo 21 e l’obbligo per il pm di condurre l’azione penale sempre previsto dall’articolo 112 della Costituzione”.

La verità, comunque, non è esattamente quella presentata da Alfano. In un’intervista di oggi all’Agenzia Radiofonica Econews, il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, è stato più esplicito e meno retorico: “Il 3 marzo e’ il termine per la presentazione degli emendamenti. Se consideriamo che l’ultima settimana di marzo con ogni probabilita’ non vedra’ lavori parlamentari per le elezioni, e probabilmente nemmeno la penultima, dobbiamo anche renderci conto che il tempo a disposizione per approvare in Commissione il ddl intercettazioni e’ scarso”. Una questione pratica, insomma, piuttosto che un sintomo della tranquillità del Governo rispetto all’argomento in questione.

Il disegno di legge sulle intercettazioni, per chi non lo ricordasse, ha come prerogativa principale il divieto di utilizzo delle intercettazioni nei processi riguardanti reati per cui è prevista una pena fino a 10 anni. Memori del fatto che un pericoloso e sanguinario criminale come Al Capone fu in realtà incarcerato solo per un “banale” reato di evasione fiscale (reato per cui l’intercettazione sarebbe vietata, secondo questo ddl) viene da chiedersi: quante persone riusciranno ad evitare l’imputazione, se la magistratura non potrà utilizzare un importante mezzo probatorio come le intercettazioni? Il governo che proclama di essere “il più impegnato nella lotta alla mafia” non sembra fare un grande passo avanti, decidendo di proseguire in maniera ostinata su questa strada.

Roberto Del Bove