Berlusconi, Bertolaso e le balle sul terremoto: dov’era il Tg1?

Ieri 2mila aquilani hanno deciso di riprendersi il centro storico della loro città, rompendo le barriere con cui il Governo avrebbe voluto tenerli segregati nei loro nuovi, e tristi, quartieri, che ospitano solo parte dei terremotati, costruiti per la gioia degli imprenditori che si sono aggiudicati gli appalti.
Come, d’altronde, avevano già fatto, in 300, domenica scorsa e come promettono di fare anche le prossime settimane, fino a quando non saranno in grado di tornare a ricostruire e vivere la loro città.

Il problema della ricostruzione, però, non è un fatto degli ultimi giorni. Da giugno i comitati come “3 e 32”, “Epicentro Solidale” e “Riprendiamoci il centro storico” denunciano la militarizzazione delle tendopoli da parte della Protezione Civile che impediva assemblee e volantinaggi, per aiutare il Governo a imbrogliare via tv i terremotati che, solo ieri, hanno toccato con mano la proporzione delle balle raccontate da Berlusconi e Bertolaso.

Adesso, con l’utile scusa dello scandalo scaturito dalle indagini della Procura di Firenze, tutto il mondo dell’informazione è pronto a dar voce ai poveri terremotati aquilani; persino il Tg1 che ieri è stato allontanato al grido di “Via Scodinzolini”.
Il 2 gennaio scorso NewNotizie ha pubblicato il video integrale di un’illuminante puntata di Blob dedicata al terremoto che riportava con estrema esattezza una realtà estremamente diversa da quanto raccontato fino a quel giorno dal Governo e dal 90% dei telegiornali. Si parlava di privatizzazione della Protezione Civile, ed un comunicato di “Epicentro Solidale” denunciava l’esistenza di un centro storico lasciato a marcire.

Vale la pena ricordarlo non per motivi campanilistici, quanto piuttosto per essere consapevoli del fatto che la situazione oggi riportata con sgomento anche da “Repubblica” esiste da mesi. Esisteva, per intendersi, anche quando a denunciarla erano i “soliti comitati” e quando il Partito Democratico era ancora fedele alla linea dell’unità nazionale che impone di non sollevare polemiche su questioni come il terremoto.
Allora, però, la cosa sembrò non interessare nessun telegiornale o grande quotidiano. Chissà poi perché.

Mattia Nesti