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Obama presenta la sua proposta di riforma sanitaria per “accontentare” Camera e Senato

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Dopo quasi 10 mesi di acceso dibattito, il presidente Barack Obama ha presentato una proposta per la riforma sanitaria che si colloca a metà strada tra la versione approvata dalla Camera dei Rappresentanti e quella del Senato. Il testo presente sulla pagina web della Casa Bianca prevede che 31 milioni di cittadini americani, che attualmente non dispongono di una copertura sanitaria, possano usufruire  della mutua grazie alle sovvenzioni statali.

Il costo totale della riforma prevista dal presidente è di 950 milioni di dollari, una spesa superiore ai 871 milioni previsti dal Senato, però inferiore ai 1,05 miliardi del piano della Camera dei Rappresentanti.  Allo stesso tempo, il testo stabilisce una somma a metà strada tra Camera e Senato per quanto riguarda gli aiuti da destinare alle persone con un reddito basso.

Obama lascia fuori dalla riforma anche un provvedimento duramente criticato dalla sinistra del suo partito, che avrebbe impedito di utilizzare sussidi federali per finanziare prestazioni mediche controverse come l’aborto, anche se stabilisce restrizioni maggiori di quella proposte dalla Camera.

In accordo con la versione del Senato, non inserisce la cosiddetta “opzione pubblica” che prevede la creazione di una polizza sanitaria pubblica a basso costo in concorrenza con le polizze private.

Ai repubblicani Obama propone una nuova serie di strumenti per combattere gli sprechi nel settore del Medicare, il programma di assistenza pubblica agli anziani. La riforma del presidente proibisce, inoltre, alle compagnie assicurative di rifiutare di assicurare persone già malate.

La Casa Bianca spera di potere accellerare l’approvazione della riforma sanitaria, aprofittando del vertice sulla sanità del 25 febbraio che sarà trasmesso in diretta televisiva.  Il portavoce di Obama ha detto che il presidente non esclude di poter ricorrere ad un meccanismo conosciuto come “riconciliazione”, considerato come una sorte di stratagemma legislativo.

Annastella Palasciano