Sanremo 2010, comunque sia andata è stato un successo

Se partissimo dal podio, non avremmo che da rimanere avviliti: primo posto per Valerio Scanu e terzo posto per Marco Mengoni, rispettivamente vicecampione di Amici e campione di X Factor. Il Festival della canzone italiana trasformato nel Festival della televisione italiana (come detto dalla nostra Mariasole Bergamasco nel suo articolo inerente Sanremo). Per il secondo anno consecutivo, peraltro: già l’anno scorso la De Fillipi si era trasformata nella mattatrice del Festival della città dei fiori, conquistando il primo posto con Marco Carta. Quest’anno è stato il turno del giovane cantante de La Maddalena, vincitore di ‘Bravo Bravissimo’ nel 2002, primo in classifica nonché primo nella storia del Festival a vincere da ripescato dal televoto.

Televoto quantomai decisivo, anche a guardare il secondo posto, conquistato da ‘Italia amore mio’, canzone cantata dal crew composto da Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto di Savoia (o, più semplicemente, Emanuele Filiberto), da Enzo Ghinazzi (aka Pupo) e dal tenore Luca Canonici.

Non sono un musicologo e mi dedico a ben altri generi musicali, ma mi sbilancio nel giudicare la canzone presentata da questo insolito trio quantomeno kitsch: musicalmente discutibile (fuori luogo il tenore, fuori luogo Emanuele Filiberto nelle vesti di cantante) e con un testo quantomai opinabile (ancor più perché autobiografico), ‘Italia amore mio’ avrebbe trovato dimora più adatta nel dimenticatoio, anziché al secondo posto.

Ma, anche in questo caso, il televoto è stato giudice inappellabile, consentendo al trio di essere ripescato e – soprattutto – di ottenere questo inaspettato exploit. Non è la prima volta che il televoto regala un successo ad Emanuele Filiberto: il discendete di Casa Savoia aveva già conquistato il reality ‘Ballando sotto le stelle’ lo scorso anno grazie al voto da casa. Insomma, il principe piace. E’ inspiegabile, ma è così.

Ma sono così tante le cose inspiegabili in Italia e nel mondo, che è il caso di soffermarci su altro. Ad esempio, sui dati incontrovertibili che fanno di Sanremo 2010 un successo. E se è inutile scrivere per non essere letti, così è inutile fare Tv senza gli ascolti (anzi, fare Tv senza gli ascolti è solamente controproducente): la serata finale è stata vista da una media di 12.462.000 telespettatori, con uno share del 53,21% (e con un picco del 77.34% al momento della proclamazione finale), mentre in media i telespettatori sono stati 10.924.400, con il 47,82%. Un successo da Mondiale, o poco meno.

Questo trionfo, ad ogni modo, non è da attribuire alla Clerici, né alla programmazione avversaria carente: è gran parte merito del format che consente ai telespettatori di stabilire il vincitore finale. E’ il secondo anno consecutivo che Sanremo decreta il vincitore anche grazie al televoto ed è il secondo anno consecutivo che lo share del programma si avvicina pericolosamente al 50% durante tutto il programma. E se fino a qualche tempo fa ci si chiedeva come rendere maggiormente appetibile Sanremo dinnazi alla crisi di ascolti, la risposta è arrivata sul campo. Il televoto è la via.

Il vincitore finale sarà sempre l’idolo delle ragazzine (anche se non ho nessuna ricerca dietro che possa confermarmi che sono le ragazzine le maggiori utenti del televoto, preferisco immaginare così), la musica non sarà più quella di una volta, ma almeno non saremo più costretti ad ascoltare i piagnistei perché Sanremo è in crisi e nessuno guarda più Sanremo e nessuno tiene più in considerazione Sanremo.

(E comunque, aldilà del podio, molte canzoni sono orecchiabili – qualcuna forse anche carina – e, grazie al letterale easy listening che trasudano, probabilmente spopoleranno. Povia, Arisa, Cristicchi: lontani dal podio, sono comunque riusciti a sfornare per l’occasione delle canzoni che inevitabilmente penetrano nel cervello. Ma vedremo se le radio confermeranno questa previsione).

Rocco Di Vincenzo