Video: Un commando di pendolari liguri penetra nel deposito di Trenitalia

Circa un paio di settimane fa avevamo dato notizia  riguardo alla forte protesta  dei pendolari liguri riguardante sia  le condizioni “fisiche” dei treni delle Ferrovie dello stato, descritti come sporchi, rotti, senza riscaldamento, con finestrini e porte spesso bloccati, sia il rispetto degli orari di arrivo e patenza dalle stazioni, cosa che praticamente non avverrebbe mai.

Il comitato dei pendolari liguri non si è fermato alla manifestazione in cui i viaggiatori si auto-rappresentavano come fantasmi. Con una vera e propria azione di stampo militare, pur disarmata e del tutto pacifica, nella notte del 21 Febbraio, gli esausti clienti delle discusse ferrovie hanno effettuato un blitz all’interno del deposito di Trenitalia di La Spezia, documentando attraverso materiale video lo stato di completo abbandono  a sè stessi dei treni che al più tardi la mattina seguente (oggi, Lunedi 22) avrebbero trasportato gli stessi pendolari sul luogo di lavoro.Il video è postato sul sito del quotidiano “Repubblica :

“I treni sono nelle mani di chiunque”, dice  Carlo Palmieri, a capo del comitato e da anni pendolare-vittima della tratta La Spezia-Genova.

I comunicati di Trenitalia che sostengono la tesi dell’ottima sorveglianza dei mezzi che tra l’altro rimarrebbero di notte completamente chiusi, in modo da impedire a chiunque di entrare è indiscutibilmente smontata dal video girato la notte scorsa, nel quale si vede come con quale facilità si possa entrare  “anche nelle cabine di guida dei locomotori lasciando spazio a possibili atti di sabotaggio”.

Un altro, l’ennesimo, comunicato di Trenitalia, questa volta certamente stonerebbe. Non è possibile, a prescindere da ogni altra considerazione, che abitualmente  i lavoratori perdano tempo e retribuzione a causa dei persistenti ritardi dei treni i quali avvengono anche perchè lasciati completemante incustoditi e quindi alla mercè di chiunque volesse metterci le mani.  Scoperto il vado di Pandora, ci auguriamo che ora, chi deve davvero metterci le mani, lo faccia quanto prima.

A.S.