Gran Bretagna: gli studi di Abbey Road nella lista dei beni protetti

Oggi il governo britannico ha dichiarato luogo di interesse storico-nazionale gli studi di Abbey Road. Resi famosi dai “Beatles” negli anni Sessanta, hanno ricevuto questo importante riconoscimento per preservarne l’attività di fronte a possibili passaggi di proprietà. Da tempo, infatti, si rincorrono voci sulla probabile vendita degli studi per gravi problemi finanziari dell’attuale proprietario, la casa discografica EMI. Qualche giorno fa si era anche detto che, fra le persone interessate ad acquistarli, c’è Andrew Lloyd Webber, autore delle musiche di tutti i più celebri musical, da “Phantom of the opera” a “Cats”, e classificato come l’uomo più ricco della Gran Bretagna. Fra le ipotesi che circolavano c’era anche quella di un anonimo compratore interessato a trasformare gli studi in un complesso residenziale di lusso. Tuttavia, la EMI ha smentito: sarebbe solo alla ricerca di un partner che aiuti a finanziare il rilancio e l’ammodernamento delle strutture.

Onde evitare di correre rischi, il ministero della Cultura britannico ha comunque annunciato che il sito è stato classificato come “Grade II”, la seconda categoria più importante nella lista dei beni storico-architettonici protetti dalle autorità. Si potranno dunque effettuare interventi di ammodernamento, ma nel rispetto del «carattere e dell’interesse» storici. «Aver avuto una parte nel salvaguardare gli studi dove nel 1964 è stata registrata la mia canzone preferita di tutti i tempi, “If I fell” dei “Beatles”, per me è stato eccitante come quando ho sentito quel pezzo per la prima volta», ha scritto in una nota il ministro della Cultura, Margaret Hodge.

Abbey Road è diventato un luogo di culto da quando, sulla copertina dell’omonimo album dei “Beatles”, i quattro si fecero fotografare mentre attraversavano la strada che conduce agli studi. Ma non sono stati solo loro a renderli noti: in quelle sale è stata registrata buona parte della musica pop-rock inglese del XX secolo, dai “Pink Floyd” a Cliff Richard, passando per le colonne sonore di ”Guerre Stellari” e ”Harry Potter”, del compositore Sir Edward Elgar. Veri e propri pezzi di storia della musica.


Maria Elena Tanca

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