Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Ultime notizie di Economia

Bini Smaghi a La7: “L’Euro scudo contro la crisi”

CONDIVIDI

La sede della Bce

La solidità dell’Euro, la Grecia, la necessità di riforme in Italia. Si esprime a tutto campo durante la trasmissione di La7 ‘Otto e mezzo’ Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea. Tema principale della discussione, ovviamente, la crisi con le sue conseguenze sull’economia europea.

Il ruolo della moneta unica innanzitutto, fondamentale nella capacità della UE di reggere l’urto, tanto da costituire per quei paesei che ne hanno scelto l’adozione un vero e proprio “scudo”, è alla base della riflessione di Bini Smaghi. Ulteriore vantaggio per la Banca Centrale Europea è poi quello di non aver dovuto comprare Bond, come invece sono stati costretti a fare altri, con conseguenze non ancora preventivabili.  Un’altra importante precisazione è riservata poi al caso della Grecia, per la quale alcuni quotidiani, in testa il tedesco Der Spiegel, avevano ipotizzato lo stanziamento di massicci aiuti nell’ordine dei 20 – 25 miliardi di Euro. Cifra fortemente ridimensionata dall’economista che tuttavia precisa che ciò che è accaduto in Grecia non sia nulla di nuovo o imprevedibile e che “l’Europa aiuterà la Grecia a salvare sè stessa”. Nel corso dell’intervista emerge comunque come, al di là delle strategie di riparazione, questo tipo di situazione debba essere prevenuta, in quanto il ricorso al Fondo Monetario Internazionale è una extrema ratio che si può e si deve evitare con una maggiore severità a monte. 

Quanto alla situazione italiana, Bini Smaghi esprime ottimismo. A proposito della lista dei ‘Piigs’ (acronimo di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, vale a dire i paesi che sarebbero maggiormente a rischio finanziario) di cui si è molto parlato ultimamente infatti esprime scetticismo (“bisogna stare attenti a chi stila le classifiche”), sottolineando come il tasso italiano sia simile a quello statunitense e più basso di quello inglese. Mancano tuttavia alcune riforme di ampio respiro per incentivare la ripresa, a partire da quelle di scuola e università.

Alberto Martinelli