Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Bonino replica a Rosy Bindi: “invece di criticare si impegni”

Bonino replica a Rosy Bindi: “invece di criticare si impegni”

Nella trasmissione di Barbara Palombelli su Radio 2, Emma Bonino risponde alla critica rivlotale da Rosy Bindi in merito allo sciopero della fame, iniziato dalla candidata alla regione Lazio per protestare contro il mancato rispetto della legge elettorale. “Chi non vuole fare lo sciopero della fame perchè è faticoso faccia altro. Rosy Bindi può per esempio sentire il governo per vedere se vuole fare qualcosa”, la Bonino si è espressa così, invitando esplicitamente la Bindi e tutta la coalizione a impegnarsi per il rispetto delle regole.

La giornalista di Radio2, infatti, in merito allo sciopero della fame avviato dalla vicepresidente del Senato per il rispetto delle leggi elettorali, aveva ricordato le critiche che le erano state mosse: da una parte, l’accusa di essere “la solita radicale”, dall’altra il timore che lo sciopero potesse danneggiare la campagna elettorale nel Lazio. Emma Bonino, però, ha replicato colpo su colpo “invece – ha dichiarato – di sciupare tempo a criticarmi, assodato che è vero ciò che dico, e cioè che la legge elettorale viene violata, si può fare altro: rivolgersi al governo, all’associazione dei Comuni per esempio. Il governo – ha spiegato – per varie volte ha cambiato le date, le ha accorpate, ha ridotto il numero delle firme: ci sono precedenti a iosa. Non è che voglio dare soluzioni tecniche, ma mi rivolgo a tutti quelli che devono e che possono per trovare una soluzione. Altrimenti oggi gli italiani potranno votare solo i partiti che già ci sono e chi ha provato a entrare si è visto escludere. Tutti – ha concluso – facessero quello che possono”.

Certamente la presa di posizione della Bonino non può che essere sostenuta e appoggiata. Soltanto, viene da chiedersi per quale motivo non abbia fatto presente questi problemi prima della candidatura. Alla Bonino è stato rimproverato di essere “la solita radicale”, ovvero di anteporre questioni di principio alla progmaticità utile al raggiungimento degli obiettivi politici. Che questo sia vero oppure no, non possiamo dirlo, certo è che l’exploit dello sciopero della fame, nel vivo della campagna elettorale, sembra più rivolto a canalizzare l’attenzione sul suo partito e i suoi mezzi che sulla coalizione per cui è candidata.

Simone Cruso