Bossi junior definisce il padre un supereroe

Bisogna proprio dirlo che i figli di Umberto Bossi fanno sempre parlare di se. All’inizio erano stati i non eccelsi risultati a scuola di Renzo a far circolare il suo nome. Poi lo stesso Renzo è stato indicato come delfino del padre che ha subito precisato che più che delfino il figlio fosse una trota.

Adesso è Riccardo a rilasciare un’intervista in esclusiva ad “A“,  il settimanale diretto da Maria Latella, in edicola da domani.

Parla di tante cose Riccardo. Inizia dalle vicissitudini fisiche del padre con:«Abbiamo imparato ad abbracciarci dopo l’ictus. Almeno è servito a qualcosa»

// Riccardo è il figlio del primo matrimonio del leader della Lega e attualmente fa il pilota di rally. E viene spontaneo un paragone motoristico con la vita del padre: «Papà ha sempre vissuto con l’acceleratore a tavoletta. Io so che chi fa così rischia. Però per me era un supereroe, era immortale. Comunque, oggi non abbiamo più paura. C’è meno distanza. Come dicevo, abbiamo persino imparato ad abbracciarci».

Anche Riccardo è stato interessato da diverse polemiche. E’ stato assistente a Bruxelles dell’eurodeputato Francesco Speroni. Lui stesso ricorda le polemiche sul suo incarico: «Hanno voluto attaccare la Lega. È assurdo che mi venga vietata ogni esperienza solo perché ho un cognome importante. E poi quando è scoppiato il caso sono tornato a casa».

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E sembra che i figli di Bossi siano avvezzi a ricoprire incarichi pubblici con l’altro figlio, Renzo, impegnato nell’Expo: «È mio padre che decide chi deve andare nei posti e perché. Avrà le sue ragioni. Non sono certo io che discuto le sue decisioni».

Riccardo si sofferma anche, in un modo non troppo velato, sul rapporto con il fratellastro Renzo. Sottolinea infatti di essere iscritto fuoricorso alla facoltà di Economia e ricorda che mentre Renzo ha dovuto dare la maturità quattro volte prima di farcela, «Io ho fatto ragioneria e ho finito in cinque anni, senza mai essere bocciato o rimandato».

Altra frecciatina per Renzo: «Il mio film preferito? È italiano. Si intitola “Mio fratello è figlio unico”. Ecco, sembra che l’ho detto apposta, invece io col Renzo vado d’accordo. È un bravo ragazzo».

Sarà vero?

Antonio Borzì