Home Sport Calcio, Guidolin:” Bisogna essere forti”

Calcio, Guidolin:” Bisogna essere forti”

Torna a parlare Guidolin, dopo la sconfitta subita anche a Cagliari. La situazione del Parma sembra irreversibile, ma ,per ora, lui rimane al suo posto.

Francesco Guidolin, cosa non ha funzionato nella gara di Cagliari?
“Noi abbiamo sbagliato all’inizio della partita, quando abbiamo subìto un’occasione da gol su contropiede: stavamo attaccando, abbiamo perso palla e gli avversari sono ripartiti. Il primo gol l’abbiamo preso perché superati in un due contro due sulla fascia sinistra: i giocatori del Cagliari sono entrati in area e poi c’è stata la deviazione di Zaccardo. Da là in poi la squadra si è rimessa in piedi; abbiamo costruito l’occasione per portarci sull’1-1 che ci avrebbe dato grande morale, grande spinta; abbiamo preso il secondo gol; abbiamo battuto 13 calci d’angolo; abbiamo costruito quattro o cinque palle da gol e abbiamo fatto una prova dignitosa, secondo me, fuori casa. E’ vero che il Cagliari sul 2-0 ha controllato la partita ed ha spinto di meno, e se fossimo stati sullo 0-0 sarebbe stata una partita in cui il Cagliari avrebbe spinto di più, perché è una squadra che lo sa fare, però secondo me noi eravamo pronti per sopportare questo tipo di spinta.”

Crede che sia stato solo colpa degli episodi?
“No: io alla fortuna ed alla sfortuna non ci credo. Al fortuna bisogna andare a prenderla, perché è a disposizione tutte le domeniche e tutti i giorni. Per gente che fa sport, la fortuna bisogna meritarla. Non sono fatalista da questo punto di vista: è un periodo che subiamo troppi gol, e quindi dobbiamo migliorarci ed essere più cinici, più pronti sottoporta, perché non ho visto tante squadre fuori casa costruire quello che abbiamo costruito noi, eppure non abbiamo fatto neanche una rete. C’è da migliorare sotto questo aspetto, e continuare a lavorare. Non c’è altro da fare.”

E’ un dato statistico che con l’inizio dell’anno solare le sue squadre calino un po’… La preparazione di Malta può aver inciso?
“No, assolutamente. La preparazione di Malta non c’entra niente nel modo più assoluto. Mi sembra che l’anno scorso a quest’ora, dopo una flessione in gennaio, la squadra cominciava ad andare forte, ed ha costruito la rimonta per la Serie A in primavera. E’ successo altre volte che sotto la mia gestione ci siano state squadre che hanno fatto un po’ di più all’andata ed un po’ di meno al ritorno, e questo ha secondo me una spiegazione nel fatto che ho spesso allenato squadre che avevano come obiettivo primario salvarsi, ed una volta raggiunto quel tipo di obiettivo, le squadre hanno mollato, un po’ per stanchezza, dovuta ai ritmi elevati tenuti fino a quel momento. Ma non sempre è stato così, perché ad Udine ho fatto più punti al ritorno che all’andata; con il Vicenza ho conquistato una Coppa Italia a maggio, e se vai piano non vinci una Coppa Italia. Con lo stesso Vicenza avevo ottenuto più o meno gli stessi punti all’andata ed al ritorno; con il Bologna anche. Si parla di campionati con 34 partite. Questa è una fase nuova: una fase del genere l’ho vissuta a Palermo. A quest’ora noi avevamo 43 o 44 punti, ma là c’era una spiegazione, perché si era fatto male Amauri e non avevo alternative. Lì c’è una spiegazione logica, qui non so cosa dire. La preparazione di Malta non c’entra niente; la preparazione in generale è stata modificata nel corso del tempo perché ci sono persone nuove nel gruppo. Probabilmente è più un problema psicologico che fisico, tecnico o tattico. Quando una squadra spinge molto per arrivare in alto, per tenere certi ritmi, in una porzione di annata paga sempre qualcosa.”

Quanto le dispiace perdere Panucci?
“Mi dispiace e io lo ringrazio per la mano che ci ha dato fino ad oggi, perché è stato molto importante nel nostro cammino. In questa fase del campionato, soprattutto fino a Natale, come del resto tutta la squadra, è stato fondamentale, e di questo lo ringrazio.”

Qualcuno mormora che uno dei motivi dell’addio di Panucci possa trovarsi con alcuni dissidi avuti con lei…
“Non c’è mai stato niente tra di noi: c’è solo stato un bel rapporto, un buon rapporto tra allenatore e giocatore. Ho avuto il piacere di conoscerlo sia come ragazzo che come calciatore. A noi ed a me ha dato una mano importante: il resto sono chiacchiere, ed io rispetto le sue decisioni.”

Tutte queste chiacchiere intorno al Parma, quanto possono disturbare la squadra?
“Bisogna essere forti in questo momento: le critiche adesso è giusto che le facciano all’allenatore. L’allenatore deve presentarsi davanti alla stampa e dire le proprie verità ed i propri pensieri, tanto sono solo parole, perché a contare sono solo i fatti. Ma le parole mie sono posate perché non servono a gettare fumo negli occhi della gente. La squadra deve stare tranquilla perché in questo momento sotto pressione ci deve stare l’allenatore: un allenatore che fa 2 punti in 9 gare è normale che sia sotto pressione, è normale che sia sotto osservazione, è normale che sia criticato, ed è normale che sia in discussione. La squadra deve stare tranquilla, deve lavorare come ha sempre fatto, deve ritrovare la propria strada e basta.”

Fare da scudo alla squadra le fa onore, ma i giocatori sembrano aver perso la loro identità…
“Purtroppo capita nel calcio, e capita a tante squadre. La Fiorentina è appena uscita domenica da un periodo nero, e la Fiorentina non è il Parma. Noi siamo una squadra che è caduta dentro un vortice e fa fatica da uscirne, ma bisogna stare tranquilli, sul pezzo, bisogna lavorare. Bisogna portare dentro il campo le conoscenze e le certezze che abbiamo e che derivano dal lavoro. Era peggio quando sono arrivato a Parma: la squadra allora aveva paura ed ogni goccia sembrava un temporale. Al 30 di settembre dello scorso anno io lo leggevo negli occhi della squadra. Poi abbiamo fatto un percorso insieme che non dobbiamo rovinare; non dobbiamo dilapidare quel tesoro costruito insieme, un tesoro fatto di risultati, ed i risultati li abbiamo ottenuti con il sudore e con il sacrificio. Bisogna ritornare ad essere quel gruppo lì. In questo momento ci mancano alcune certezze, ed adesso siamo in difficoltà: dobbiamo fidarci delle nostre certezze che abbiamo.”

Come si immagina questa settimana che porta ad una sfida per i più decisiva?
“Credo sarà una partita difficile contro una squadra che ha ritrovato salute e risultati. Sarà difficile, ma non è una partita assolutamente decisiva: ne mancano 13 e dobbiamo prepararci al meglio, essere molto compatti e coesi. Possiamo confrontarci con la Sampdoria con le nostre qualità e le nostre armi.”

La Samp verrà a Parma senza alcuni giocatori importanti…
“Noi abbiamo le nostre defezioni: ci mancano Dzemaili, Paloschi e Jimenez. Ognuno ha le sue: Del Neri lavorerà sulle sue cose, ed io sulle mie, ma mi aspetto comunque una partita complicata, perché l’avversario è forte.”

L’assenza di Panucci porterà degli inevitabili cambiamenti…
“Io ringrazio Christian perché ci ha dato una grande mano, e gli errori li abbiamo commessi tutti, il sottoscritto per primo.”

A Cagliari tre nomi su tutti: Valiani, Antonelli e Crespo: sono la base da cui ripartite?
“No, la base è il gruppo, è la squadra, perché il gruppo fino a poco tempo fa ha risposto, ed anche saltuariamente in questo periodo nero. Noi non siamo una squadra che si può affidare ad un solo singolo. Non mi pare che disponiamo di un giocatore che possa farci vincere la partita da solo: dobbiamo lavorare di gruppo, anche se confido molto in Hernan, perché mi sembra un ragazzo che ha una gran voglia di far bene qui, l’ha sempre avuta. Mi sembra che abbia l’entusiasmo giusto. Penso che nel giro di due domeniche possa essere al top della condizione, ma già domenica scorsa, pur essendo al 50-60% delle sue possibilità, ha dato dei segnali importanti. Valiani è una piacevolissima scoperta e Antonelli è un giovane che sta crescendo di domenica in domenica.”

Perché non ha lasciato Valiani a destra anche nel primo tempo mettendo Galloppa nella sua posizione?
“Galloppa è in un periodo in cui non è al top della condizione, e ho ritenuto che fosse meglio tenerlo in panchina ed avere il suo contributo a partita iniziata. Sta bene, non ha problemi, ma ha tirato tanto la carretta ed ha bisogno di rifiatare. Non avendo altre soluzioni in mezzo al campo, ho scelto di giocare con Valiani centrocampista, perché secondo me è un ragazzo che può adattarsi a tutti i ruoli.”

Alcune voci dicono che Galloppa non avrebbe gradito la panchina, così come Lanzafame…
“A me non sono giunte queste voci: se i ragazzi hanno qualcosa da dire, la mia porta dello spogliatoio è sempre aperta, basta bussare, venire da me e chiedere chiarimenti. Non credo ci siano questo tipo di malumori.”

Ritiro confermato?
“Andiamo via giovedì: andremo a Salsomaggiore ma ci alleneremo a Collecchio

Pasquale Della Valle