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Con Tim Burton Alice diventa grande

Il 3 marzo uscirà nelle sale “Alice in Wonderland” di Tim Burton. Il gotico cineasta racconta in 3D la storia di un’Alice maggiorenne alle prese con un mondo fantastico, a volte fiabesco, altre volte violento. Un mondo surreale che tanto somiglia al nostro. La versione di Tim Burton è ben lontana, dunque, da quella proposta nel 1951 dalla Walt Disney, tanto che la visione per i più piccoli è consigliata solo se accompagnati da un adulto.

Per la parte di Alice è stata scelta la giovane Mia Wasikowska, 20 anni, australiana di origini polacche. «È stata un’esperienza molto solitaria – spiega l’attrice – la maggior parte delle scene le ho girate da sola davanti al green screen. Ogni tanto Burton mi consolava: secondo lui il green screen fa addirittura ammalare gli attori di solitudine, quando non li manda fuori di testa…». Mia ha dovuto ricorrere all’immaginazione per visualizzare la maggior parte dei suoi interlocutori digitali. Nel film Alice se la deve vedere con la perfida Regina rossa, interpretata da Helena Bonham Carter, non solo moglie di Burton, ma anche sua musa ispiratrice.

A proteggerla c’è però il Cappellaio matto, che ha il volto del divo Johnny Depp, ormai alla settima collaborazione con il regista. Con Burton, Depp condivide tutto, anche l’amore per il racconto di Carroll: «Proprio poco prima che Tim mi chiamasse avevo riletto sia “Alice” sia “Attraverso lo specchio” – racconta Depp – sottolineando passaggi e capitoli, rovinando i libri. Il Cappellaio è un trionfo di follia, per via di una tossina che usava per lavorare i cappelli. Vede gli scherzi di Carroll…. ». Depp e Burton si conoscono ormai da vent’anni e tra loro sul set c’è una forte intesa: «Ci capiamo al volo. L’unica paura è di deluderlo». Sono diventati genitori più o meno nello stesso periodo: «Mi vanto di avergli insegnato come si muovono i wiggles, gli idoli dei bambini. È l’unica cosa che ho potuto insegnargli», scherza l’attore.
Nel cast, oltre a Depp, a Mia Wasikowska e a Helena Bonham Carter, c’è anche Anne Hathaway nel ruolo della Regina bianca.

Con “Alice in Wonderland” Burton tocca uno dei vertici della sua filmografia, ma per lui è solo una tappa di un lungo viaggio all’interno del proprio mondo fantastico. La decisione di creare una versione cinematografica del romanzo di Carroll è maturata attraverso un processo lento e quasi inconscio: «Non è stato né il libro, né il cartone animato – spiega Burton – bensì i continui riferimenti in cui negli anni mi sono imbattuto. Fumetti, illustrazioni, canzoni, addirittura nomi di band. È stata questa incredibile dimostrazione di vitalità dopo tanti anni e tante diverse generazioni che mi ha incuriosito e spinto a occuparmene».
Insomma, Burton ha capito che quella di Alice non può essere liquidata come una storia per soli bambini, altrimenti non sarebbe rimasta così a lungo nel subconscio della gente, ispirando tante menti creative. Ed è per questo che ha deciso di farne una completa rilettura per le nuove generazioni.

Maria Elena Tanca