Fiat: scontri, feriti, Cig e stipendi milionari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:24

Tutti i principali telegiornali hanno riportato, ieri, la notizia dell’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa alla Pratola Serra (Avellino) per rimuovere il presidio operaio che impediva ai tir contenenti i motori Fiat di uscire dallo stabilimento per raggiungere gli altri siti produttivo.
In base alle testimonianze riportate oggi dai lavoratori e dai sindacalisti presenti, però, quella che era stata definitiva come una semplice operazione priva di incidenti si è trasformata in una violenta carica della Polizia che avrebbe lasciato visibili traumi sul volto di alcuni operai schierati davanti ai cancelli.

Un preoccupante segnale che si inserisce all’interno di una striscia di violenze e di repressione presente anche in altre realtà meno note al grande pubblico.
Si pensi agli scontri agostani all’Innse, alle violenze dei vigilantes squadristi della Lasme di Melfi o dell’Eutelia a Roma, alle cariche lanciate a freddo dalle fronte dell’ordine di fronte alla Prefettura di Roma il 10 febbraio contro i lavoratori del coordinamento anticrisi, alle ripetute cariche della Polizia alla GLS di Cerro contro il picchetto operaio appena due giorni dopo…

Nel frattempo, mentre Marchionne e gli altri dirigenti Fiat ricevono un aumento del loro già milionario stipendio, la Fiat ricorre alla Cassa Integrazione di massa, come non accadeva da decenni.
Un quadro drammatico, soprattutto se affrontato in una prospettiva che prevede un costante calo dell’occupazione almeno fino alla fine del 2011; il Governo, intanto, per bocca del ministro Scajola continua a convocare tavoli e lanciare appalli a sindacati, dirigenti, multinazionali…

Se ne deduce che fra i governanti, e anche, perché no, fra i sindacalisti, c’è ancora chi crede che da questa crisi si possa uscire aspettando che cambi il vento o che giunga il capitalista buono, disposto a portare avanti investimenti difficili per salvaguardare l’occupazione anche rinunciando a facili profitti. Una figura quasi mitologica, rara quando l’economia funziona, pressocché unica in un tale contesto di crisi.
I 7mila lavoratori dei call center Eutelia, intanto, rimangono senza stipendio e senza lavoro, quando larga parte delle commesse a cui lavoravano erano legate a soggetti pubblici (Rai, Poste Italiane, Camera dei deputati…); forse sarebbe bastato rendere pubblica anche l’azienda e far tornare subito al lavoro la stragrande maggioranza dei lavoratori ma, è storia nota, questo Stato preferisce spendere per socializzare le perdite dei privati e lasciare che questi privatizzino nelle loro tasche i profitti poi ottenuti.

“Io me la prendo con qualcuno – ha cantato Cristicchi a Sanremo – tu te la prendi con qualcuno lui se la prende con qualcuno noi ce la prendiamo…”.

Mattia Nesti