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Il Siulp: mancano 700 agenti di polizia a Milano

Ieri Milano è stata sede del convegno dedicato alla sicurezza dal titolo “Terrorismo. Insieme per ricordare, uniti per prevenire”, organizzato dal sindacato di polizia Siulp e dalla Cisl. Presenti illustri all’incontro il ministro della difesa Ignazio La Russa, la vicepresidente del senato Rosy Bindi.

Tutti d’accordo sulla necessità di investire di più sulla sicurezza. Eppure il meeting è stata anche l’occasione per il Siulp di evidenziare come a volte alle belle parole possano non corrispondere i fatti. Secondo il sindacato, infatti, a Milano mancano 702 agenti di polizia rispetto a quelli previsti da un decreto ministeriale del 1991. In particolare 330 uomini risultano mancanti dalle questure cittadine, 251 dalla polizia ferroviaria e 121 dalla polizia stradale.

Il sindacato di polizia ha fatto sapere di ritenere che una riorganizzazione del sistema di polizia cittadino potrebbe migliorare la situazione. Trasformare alcuni commissariati in semplici posti di polizia permetterebbe, secondo il Siulp, di avere 300 agenti in più in servizio in città.

Mauro Guaetta, segretario generale provinciale Siulp, non ha poi risparmiato dure critiche verso il mondo della politica: “La lotta al crimine non si fa con gli slogan. Servono interventi concreti, a cominciare dal potenziamento di uomini e mezzi. Soltanto a Milano mancano diverse centinaia di agenti. Non solo, le scelte fin qui fatte si sono dimostrate inefficaci. L’apertura di nuove caserme, ad esempio, vista la carenza degli organici, si è rivelata dannosa perché per funzionare hanno bisogno di tutta una serie di figure che sono state recuperate tra il personale esistente. Detto in altri termini, per aprire nuove caserme si sottraggono agenti e mezzi dall’attività di controllo nelle strade. Lo stesso discorso vale per i poliziotti di quartiere: quelli in servizio a Milano non sono uomini in più, ma agenti spostati dalle volanti. E questo, dal punto di vista del contrasto al crimine, è un problema: una pattuglia in auto è senz’altro più efficace di un agente a piedi”.

Anche Danilo Galvani, segretario generale della Cisl milanese, attacca: “Le forze politiche devono smetterla di cavalcare le paure dei cittadini per fini elettorali: basta fiaccolate e dichiarazioni al vetriolo, come quelle che tendono a equiparare emigrazione e delinquenza e a far apparire la situazione più allarmante di quella che è. Servono meno chiacchiere e più interventi concreti. La Polizia milanese lamenta da anni gravi carenze negli organici e nei mezzi, però cambiano i governi e gli appelli rimangono inascoltati. In città ci sono troppe zone abbandonate a sé stesse”.

E la politica risponde. Rosy Bindi spinge nella direzione dell’integrazione per risolvere problemi come quelli emersi pochi giorni fa in Via Padova: “Dobbiamo creare le condizioni per una società integrata dove si tollera qualunque forma di violenza, di razzismo, di xenofobia, di separatezza ci si rende responsabili della crescita di fenomeni che purtroppo nel nostro Paese già conosciamo”. Invece Ignazio La Russa elogia l’operato del governo, ed in particolare del ministro degli interni Roberto Maroni: “Ringrazio Maroni perché sta intervenendo. La copertura è effettiva, non importa se a farla sono Carabinieri, Polizia o Militari”. Il ministro si riferisce, evidentemente, ai militari e agli agenti inviati a pattugliare le strade di Milano dopo i fatti di via Padova.

C’è, dunque, un evidente contrasto tra le idee espresse dal Siulp e le parole del ministro. In tempo di elezioni aspettiamo fatti concreti sulla strada dell’integrazione civile, della certezza della pena per chi delinque e della sicurezza nei quartieri delle città.

Valeria Panzeri