L’America depressa

Uno degli aspetti della recente crisi che più ha destato interesse e curiosità è sicuramente quello psicologico. Ecco quindi che una statistica diffusa dal Conference Board statunitense mette in luce quanto nelle famiglie americane serpeggi ancora un diffuso senso di pessimismo. Il sondaggio è condotto dal NFO WorldGroup su un campione di 5000 famiglie americane per conto dello stesso Conference Board, con lo scopo di monitorare appunto tutte quelle situazioni legate alla congiuntura economica che sfuggono al dato numerico e oggettivo.

Il commento del Conference Board è affidato al portavoce Lynn Franco, che descrive la situazione del mercato del lavoro come massima fonte di preoccupazione degli americani. Del resto, come ad ogni latitudine, la mancanza di lavoro equivale alla mancanza di prospettive, a partire dal reddito per arrivare come logica conseguenza alla qualità della vita. Così se nella scala degli statistici americani il dato sulla fiducia era previsto in lieve discesa, dai 56,5 punti di gennaio a circa 55 per febbraio, i risultati effettivi hanno disegnato un vero e proprio tracollo, se è vero che i numeri diffusi in questi giorni parlano di 46 punti. In calo, come facilmente preventivabile, anche il dato del sottoindice sulla situazione presente, da 25,2 a 19,4 nell’arco di un mese, così come quello di quanti si attendono un miglioramento nei prossimi sei mesi. Insomma, con questi presupposti la tanto attesa ripresa appare ancora lontana.

Alberto Martinelli