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L’Istituto Superiore di Sanità mette in guardia sulla medicina naturale

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Si scrive in questi giorni una nuova pagina del rapporto tra gli organi sanitari ufficiali  e la cosiddetta “medicina naturale“. Se infatti l’accusa è sempre stata quella di essere inutile, ma sostanzialmente innocua, lo scontro è ora destinato a compiere a breve  un deciso salto di qualità. Scontro che parte oggi dalla campagna di informazione al cittadino voluta dal ministeriale Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, emanazione dell’Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Società Italiana di Farmacologia e del Centro di Medicina Naturale della Asl 11 di Empoli. Quest’ultimo a testimonianza del fatto che non di solo scontro si tratta, se è vero che tra i promotori dell’iniziativa ci sono anche diversi centri di medicina non convenzionale.

Intanto un po’ di numeri. Secondo l’Istat nel 2005 sarebbero stati quasi 8 milioni gli italiani a dichiarare di aver fatto uso di terapie non convenzionali, a partire dall’omeopatia, praticata dal 7% degli italiani,seguita dai vari trattamenti di manipolazione (chiropratica o osteopatia) di cui si è servito il 6,4% della popolazione per arrivare a fitoterapia (3,7%) e agopuntura (1,8%). In buona parte di questi casi, circa i 3/4, gli intervistati dichiarano comunque di aver integrato la pratica con farmaci convenzionali.
Non solo cure innocue comunque, stando anche ai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha monitorato la situazione a partire dal 2002. L’elenco delle reazioni avverse parte da allergie e problemi gastrointestinali per arrivare a danni nella cute e in alcuni casi al sistema nervoso. E non si tratta di conseguenze di poco conto, specie se si osserva dai dati che nel 36% dei casi è stato necessario un ricovero ospedaliero, nel 5% è stata in pericolo la vita del paziente e in 3 casi si è giunti addirittura al decesso.  

Da qui l’iniziativa del Ministero della Salute per mettere in guardia verso quelli che sono spesso visti come farmaci di automedicazione proprio per il loro dichiararsi “naturali”, e che sono pertanto assunti in alcuni casi in maniera superficiale e senza un’adeguata assistenza medica.

Alberto Martinelli