Marcegaglia e Maroni: anche al nord urgono provvedimenti contro pizzo e usura

Secondo le norme del buon senso e della par condicio, interesserà ora  tutte le aziende d’Italia, e non più solo quelle del Mezzogiorno come era previsto in precedenza, il codice etico per le imprese, al quale si sta ancora lavorando, con l’ambizioso obiettivo di contrastare la criminalità organizzata organizzata. La dura regola imposta dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, è quella di espellere da Confindustria qualsiasi società di cui si scopra che, costretta a pagare “il pizzo”, si tira indietro dall’effettuare una aperta denuncia dei fatti.

Regole tutte ribadite durante il convegno intitolato significativamente “Il sud aiuta il sud”, promosso dal Comitato per il Mezzogiorno di Confindustria, presieduto dalla stessa Emma Marcegalia.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervenuto anche lui al convegno, ha sottolineato l’importanza del cosiddetto “protocollo di intesa” tra Ministero e Confindustria perché il codice etico venga ora esteso e soprattutto diventi poi vincolante per tutte le imprese e non solo per quelle di Confindustria.

Le minacce agli imprenditori, infatti, piaga annosa del Bel Paese, non sono un fenomeno soltanto meridionale, anzi: anche nel nord d’Italia, la Mafia si finanzia cercando di approfittare della crisi in cui versano ormai numerose aziende in questo periodo, cogliendo l’occasione data dalle loro conseguenti sempre maggiori difficoltà a reperire fonti di credito per vie ufficiali. Situazione che presta il fianco delle industrie in difficoltà alle associazioni mafiose, ed a prestiti e ricatti sotterranei rispetto al flusso economico dichiarato.

A causa di questo convergere di situazioni,  al Nord è al momento ampiamente quanto tragicamente diffuso il ricorso a finanziamenti sottobanco, con tutte le conseguenze ben note che l’usura non può che provocare sull’economia sia aziendale che nazionale.

Dunque anche al Viminale si sta attualmente lavorando alla composizione di un codice etico, in conformità a quello di Confindustria e formulato sul suo modello. Secondo quanto dichiarato dalle fonti ufficiali, il documento dovrebbe essere pronto entro due settimane, ed andrà ad aggiungersi significativamente a quello promosso da Emma Marcegaglia, avendo dignità di legge essendo ugualmente valido per tutte le aziende, nella fattispecie anche quelle non facenti parte di Confindustria.

Sandra Korshenrich

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