Home Cultura Attila a New York. Attesa per il Maestro Muti

Attila a New York. Attesa per il Maestro Muti

Prima volta al Metropolitan di New York per Riccardo Muti. Questa sera, alle 20 ora locale, si alzerà infatti il sipario sull’Attila sotto la direzione del maestro napoletano. E così una nuova tappa della carriera di Muti, a partire dal giovanile periodo fiorentino, passando per la direzione della Philarmonia Orchestra di Vienna fino all’esperienza scaligera, con la memorabile esecuzione solista della ‘Traviata’ al pianoforte in seguito allo sciopero dell’orchestra nel 1995, passa per le note di Verdi. L’opera, basata su libretto di Temistocle Solera tratto da una tragedia di Werner, narra le vicende del Re Unno, del generale romano Ezio e di Odabella, figlia del signore di Aquileia cercando di conferire spessore umano in chiave romantica a personaggi cristallizzati nella loro storicità. L’opera è del resto datata 1846, vale a dire in pieno Risorgimento.

Insieme a Muti vanno in scena personalità di primo livello. La parte di Attila è affidata infatti al russo Ildar Abdrakazov, Ezio sarà Carlos Alvarez mentre la parte di Odabella e la celebre romanza Oh nel fuggente nuvolo sono affidate alla voce del soprano russo Violeta Urmana. Samuel Ramey, protagonista nel ruolo principale alla Scala nel 1991, direttore ovviamente Muti, è ancora presente nel ruolo più marginale del vecchio Leone. Il tutto per la regia di Pierre Audi, già con Muti nel Flauto Magico a Salisburgo e  i costumi di Miuccia Prada, universalmente considerata tra le personalità più influenti del mondo della moda. Le scenografie sono infine affidate ai due architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron, quelli per intendersi della Tate Modern di Londra e dell’Allianz Arena di Monaco, oltre che, in anni più recenti, dello stadio Olimpico di Pechino.

Dieci le repliche previste, da qui al 27 marzo. Poi il Maestro si dedicherà a tempo pieno al suo nuovo incarico alla Sinfonica di Chicago. Grande enfasi è data all’evento da parte della stampa Americana (se Muti debutta al Metropolitan non è infatti di certo sconosciuto a New York, dove si è esibito più volte con la Filarmonica) a testimonianza di un ruolo predominante dei direttori italiani nei teatri di tutto il mondo, specie per quanto riguarda il mondo del melodramma. Sipario.

Alberto Martinelli