Radon: rischi e rimedi contro il gas che causa il tumore al polmone

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:08

Esperti e ricercatori dell’ISPESL hanno tenuto, questa mattina all’Aquila, un seminario dal titolo “Il rischio Radon negli ambienti di vita e di lavoro“.

Il convegno è servito ad illustrare i rischi alla salute provocati dal Radon, e i possibili rimedi contro questo gas volatile, inerte, inodore, insapore ed incolore, per questo estremamente pericoloso.

Secondo l’ISPESL il Radon rappresenta infatti, dopo le sigarette, la seconda causa di tumore al polmone per l’uomo, ma va considerato, che seguendo solo alcuni accorgimenti, si possono ridurre di molto i rischi.

Essendo un gas radioattivo naturale, esso può fuoriuscire da vari tipi di terreni, dalla lava, e più raramente dall’acqua, inoltre è presente in alcuni materiali da costruzione.

“Naturalmente”, ha spiegato Mario Mariani, direttore del dipartimento dell’Ispesl Installazioni di Produzione e Insediamenti Antropici, “più alte sono la concentrazione di radon nell’ambiente e la durata dell’esposizione, più elevato è il rischio di contrarre un tumore polmonare. Pertanto un accorgimento immediato e semplice per proteggersi dall’accumulo di radon in un locale consiste nell’areazione continua specialmente quando l’ambiente sia interrato o a contatto diretto del terreno: essendo un gas, il randon ha la capacità di attraversare la porosità del suolo, le fessure e le crepe dei pavimenti, le giunture delle mura oltre a fluire dai pori dei materiali da costruzione”.

E’ stato accertato che questo gas provochi effetti cancerogeni ai polmoni, per questo afferma Umberto Sacerdote, direttore generale dell’ISPESL esiste “la necessità assoluta di bonificare dal Radon gli ambienti chiusi di vita e di lavoro quando in essi la concentrazione di gas supera il valore di guardia.
Alcuni interventi di bonifica sono di facile realizzazione in quanto consistono nell’aerazione continua dei locali, altri sono più costosi poiché prevedono interventi tendenti a limitare o a eliminare i punti di infiltrazione accompagnati dalla depressurizzazione del suolo per impedire la risalita del gas Radon. Oggi è possibile effettuare un monitoraggio autonomo dei propri locali grazie ad economici rilevatori (dosimetri) che facilmente si trovano sul mercato”.

g.