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Scovato lo “zio” delle intercettazioni ad Angelo Balducci

L’uomo del mistero è Renato Lauro; boss della mafia? Genio del crimine? no, Rettore dell’Università romana di Tor Vergata,  una delle piste sulle quali gli investigatori si erano buttati alla ricerca di complici di Angelo Balducci, presidente del Consiglio nazionale dei lavori pubblici arrestato nell’ambito dell’indagine della procura di Firenze sugli appalti per il G8.  Lo “Zio” al quale  Balducci si riferisce è anche il suo medico curante.

E’ lo stesso Renato Lauro a confermare tutta la vicenda,  ironizzando sul fatto di essere un medico e non “Provenzano”. Incontrati i giornalisti l‘ordinario di medicina interna a Tor Vergata si sofferma sul quadro clinico del nipote acquisito: “..secondo me, adesso dovrebbe essere trasferito in infermeria, lui non può restare in cella, io sono il suo medico, l’ho in cura da due-tre anni e la sua situazione di paziente è impegnativa, complessa, mi aveva chiesto dei giorni di malattia per approfondire delle analisi, lui deve sottoporsi a un intervento chirurgico, non posso dire di più per motivi professionali, ma comunque ho già trasmesso la cartella alla direzione del carcere che me l’ha richiesta”.

A rivelare l’identità di Renato Lauro è però stato, in prima istanza, l’avv. Lupinacci , legale di Balducci, che con una punta neanche tanto velata di sarcasmo aveva fatto sapere attraverso una nota legale che  era sua “..intenzione aiutare il lavoro di investigazione dei giornalisti, severamente impegnati nel tentativo di individuare il misterioso personaggio evocato, negli articoli di stampa pubblicati in data odierna, con il soprannome ‘lo zio’ – .. così affettuosamente chiamato dallo scrivente in ragione di una ventennale consuetudine di rapporti familiari.”

Le intercettazioni telefoniche sono sempre di difficile interpretazione, soprattutto a causa del fatto che la criminalità organizzata utilizza espressioni comuni , che normalmente identificano qualcosa o qualcuno assolutamente rientrante nella legalità  e questo utilizzo distorto genera forti sospetti sulla maggior parte delle conversazioni registrate durante le intercettazioni. L’avvocato Lupinacci, in diversa sede si è anche lamentato del fatto che ogni volta che avviene un’intecettazione, sui giornali finisce sempre la vita privata delle persone.

Angelo Sanna