Tremonti replica a Bankitalia: “Con lo scudo rientrati 95 miliardi”

Sceglie l’incontro con la stampa estera il Ministro dell’Economia Tremonti per chiarire la posizione ufficiale del governo sullo scudo  fiscale. Nei giorni scorsi infatti c’erano stati duri scambi di battute a partire dalla stima della Banca d’Italia che aveva individuato in circa 35 miliardi di Euro la cifra realmente rientrata in Italia grazie al discusso provvedimento. Sulla questione era poi intervenuto il ministro Calderoli gettando benzina sul fuoco e suscitando un coro di polemiche da sinistra. Oggi dunque Tremonti ha indicato in 93 miliardi la mole di capitale realmente rientrata in patria, mentre altri 2 miliardi di Euro sarebbero risultato delle regolarizzazioni. Nessun accenno invece a quanto affermato dalle opposizioni e da Bankitalia sul fatto che in realtà  parte dei rimpatri sarebbero solo “giuridici”, cioè avrebbero lo stesso trattamento e gli stessi benefici degli altri rimanendo tuttavia all’estero. Nonostante la precisazione del Ministro, Bankitalia è comunque rimasta sulla sua posizione.

Nel corso dell’incontro poi, Tremonti si è anche soffermato sui dati relativi al deficit, che nel caso dell’Italia sembrerebbe crescere ad un ritmo inferiore rispetto a quanto accade negli altri paesi europei. La politica di rigore attuata dal governo è infatti, sempre secondo il Ministro dell’Economia, alla base di questi valori e ad una tenuta dei conti pubblici nonostante un Pil in calo, non certo per un eccesso di spesa ma per il generalizzato effetto della crisi. E, in conclusione, le imprese e i privati italiani hanno retto non solo grazie all’evasione, che fà sì che il Paese sia nella realtà più ricco che nelle statistiche, ma anche ad una struttura globale dell’economia più efficiente.

Infine anche Tremonti dice la sua sul caso più eclatante dell’Europa in crisi, quello della Grecia. A tal proposito il Ministro rilancia il ruolo collettivo dell’Europa e pertanto rifiuta l’idea di una “posizione italiana”.