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Al Qaeda libera Pierre Camatte, ma si sta espandendo

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Bamako, 24 febbraio. Al Qaeda, nella serata di ieri, ha finalmente liberato uno dei sei ostaggi occidentali nelle mani dei terroristi islamici nel Maghreb. Si tratta del francese Pierre Camatte, dallo scorso mese di novembre prigioniero del gruppo di estremisti.

Camatte era stato catturato in Mauritania, e per lui erano stati dati già due ultimatum, entrambi scaduti. Si tratta del prigioniero che maggiormente ha tenuto la diplomazia sul filo fino a questo momento, e per la cui vita maggiormente si è temuto il peggio.

Lo stato del Mali, come è noto, ha assiduamente e fecondamente mediato durante la delicata trattativa, ed è ancora all’opera in favore degli altri 5 ostaggi europei nelle mani del gruppo maghrebino di Al Qaeda: tre spagnoli e due italiani.

Secondo alcune fonti di intermediazione diplomatica, Camatte è stato tenuto in ostaggio nel Mali settentrionale, dallo stesso gruppo e nello stesso sito dove si trovano ancora i 3 prigionieri spagnoli, Alicia Gamez, Roque Pascal e Albert Villalta, rapiti a fine novembre, ed i due italiani Sergio Cicala e sua moglie Philomene Kabore, sequestrati il 18 dicembre scorso.

Un eventuale blitz, lo ricordiamo, è stato escluso dai governi europei e del Mali, nonostante si sia giunti ormai a conoscenza, tramite vie diplomatiche, di dove si trovino prigionieri i 5 rapiti. Un intervento militare, infatti, sarebbe troppo rischioso per la vita degli ostaggi.

Per i tre spagnoli, secondo l’accreditato quotidiano El Mundo, sarebbe stato già da giorni pagato un lauto riscatto, e da un momento all’altro ci si aspetta di vederli liberati. Non mancano, ovviamente, tali provvedimenti, di suscitare perplessità, dal momento che gruppi terroristici facenti capo ad Al Qaeda si stanno facendo sempre più numerosi e potento proprio grazie a quanto si riesce a racimolare a mezzo di rapimenti di occidentali. Denaro che va, poi, ad incrementare nuovi rifornimenti di armi, nuove possibilità di attacco aperto e generalizzato all’occidente e nuove morti generate, paradossalmente, proprio dal tentativo estremo e disperato di salvataggio, fortuantamente spesso riusicto, di ostaggi europei ed americani.

Per di più, pare che Al Qaeda stia riuscendo ad espandersi attraverso una fitta rete di gruppi terroristici affini, che attraverso alleanze con gruppi locali dediti al brigantaggio di diverse forme, stanno prendendo il sopravvento su aree sempre più vaste del Sahara il cui controllo sfugge in molte zone all’organizzazione ed all’intervento dei governi locali. Attraverso questi piccoli gruppi terroristici, uno dei quali sarebbe appunto quello che ha in mano ancora attualmente i cinque ostaggi europei, Al Qaeda starebbe provvedendo a finanziare i propositi terroristici  internazionali, a mezzo di quelle rapine e rapimenti così frequenti ai danni delle carovane di occidentali che tentano l’attraversamento di questi difficili e sempre più imprevedibili territori desertici. Una vera e propria filiale di Al Qaeda starebbe dunque insediandosi e prendendo forma via via più concretamente in tali smisurati confini.

Sandra Korshenrich