Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Altri cristiani uccisi a Mosul: Iraq off limits?

Altri cristiani uccisi a Mosul: Iraq off limits?

L’episodio più recente è un fatto di “ordinaria” cronaca. Non ci si dovrebbe mai abituare alla morte, ma i cristiani di Mosul ieri hanno affrontato l’ennesima aggressione dall’inizio dall’anno. E il 2009 non era andato meglio. Per citare solo un episodio, due giorni prima di Natale erano state prese di mira la chiesa caldea di San Giorgio e quella siro-ortodossa di San Tommaso. Gli attentati non avevano fatto “discriminazioni” religiose perché l’esplosione aveva ucciso anche dei musulmani.

A Mosul sono stati uccisi un padre con i suoi due figli maschi, mentre la madre e una figlia sono state risparmiate dagli aggressori. Tre uomini sono entrati nella loro casa e si sono allontanati in moto, senza essere fermati dalla polizia che è riuscita solo a ricostruire i fatti.

Chiesa di Mosul dopo un attentato nel dicembre 2009

La comunità cristiana di Mosul, che nonostante tutto conta ancora circa 15.000 persone, critica l’inefficienza delle forze dell’ordine. Ma è tutto l’Iraq che risente di un governo che non si è ancora consolidato. Sempre ieri a Mosul, infatti, un poliziotto è stato ucciso da un bomba.

Dopo il funerale delle ultime tre vittime, monsignor Georges Casmoussa, vescovo siro-cattolico di Mosul, ha espresso il suo rammarico perché alle dichiarazioni delle autorità irachene non sono seguite efficaci misure di controllo del territorio. Anche il silenzio dei mass media locali su questi attacchi rafforza il sentimento di abbandono dei cristiani rimasti.

Anche il Vaticano segue con preoccupazione la situazione dei cristiani in Iraq, e più in generale in Medio Oriente, temendo nuove fughe di massa per paura di nuove aggressioni.

Il prossimo ottobre si terrà un sinodo generale per il Medio Oriente, segno dell’attenzione vaticana per il tema. Tuttavia è probabile che le elezioni politiche irachene del 7 marzo saranno molto più importanti per capire quale sarà il futuro dei cristiani nella regione.

Sperando che nessuno debba neanche lontanamente rimpiangere il duro regime di Saddam Hussein, quando il caldeo Tarek Aziz era ministro degli esteri e vice del dittatore. Paradossi della politica.

L. Denaro

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