Annozero e Ballarò: resta la norma sulla par condicio

Come preannunciato ieri sera da Giovanni Floris nel corso della consueta puntata di Ballarò, la norma, voluta dalla maggioranza e dai Radicali, che prevede regolamenti particolarmente restrittivi per i programmi di approfondimento nei 30 giorni che precedono le prossime elezioni regionali di fine marzo non sarà modificata in nessuna sua parte.
“Siamo qui – ha detto Sergio Zavoli, esprimendo tutta la sua amarezza – per dire che la mediazione è fallita, non per colpa della Vigilanza, ma per responsabilità che sono al di fuori di questa commissione”.
Ci sono state – ha aggiunto – “pressioni esterne che hanno impedito di modificare il regolamento sulla par condicio. […] Non posso fare processi ai miei colleghi che hanno rapporti con i rispettivi partiti, ma non posso non constatare che è mutato di colpa il clima“.

I consiglieri in quota PdL e Beltrandi, radicale relatore della norma approvata, hanno infatti serrato le file ritirando qualsiasi disponibilità a ridiscutere il regolamento, considerato dal Partito Democratico, e da Santoro e Floris, una limitazione della libertà di informazione.
“Non ci sono le condizioni per rivedere il regolamento” ha detto Alessio Butti, capogruppo PdL in Commissione.
Il Partito Democratico, per bocca di Giorgio Merlo, ha replicato spiegando che questa decisione pone il PdL di fronte ad una importante “responsabilità politica“.

Annozero e Ballarò, quindi, a partire dalla prossima settimana, dovranno decidere se adattarsi alle regole che prevedono la presenza in studio, a rotazione, di esponenti politici di tutti principali partiti, garantendo così a tutti la possibilità di esporre le proprie opinioni sull’argomento trattato, o, in alternativa, farsi sospendere per lasciare spazio ad una classica tribuna elettorale che, senza dubbio, avrebbe ascolti decisamente più bassi.
Sembra improbabile, quindi, la riproposizione della “terza via” ideata da Santoro, che giovedì scorso è andato in onda ospitando in studio esclusivamente giornalisti, senza la presenza di alcun esponente politico.

Con la consapevolezza del fondamentale apporto informativo portato dagli approfondimenti imbastiti da Ballarò e da Annozero, non sarebbe male se Santoro e Floris avessero la coscienza di rinunciare a questa francamente inutile crociata per una presunta libertà di informazione, quotidianamente violata dalla censura posta nei confronti di diverse forze politiche, per garantire un’informazione finalmente libera e democratica in vista delle elezioni regionali.