Beppe Grillo contro la Bonino e il suo sciopero

Beppe Grillo, oggi sul suo blog, ha attaccato la leader radicale Emma Bonino che, da alcuni giorni, ha deciso di inaugurare una nuova battaglia contro il disservizio della Rai che non ha comunicato le informazioni concernenti la raccolta firme per la presentazione delle varie liste alle prossime elezioni regionali; i Radicali, in particolare in Lombardia, rischiano infatti di non riuscire a raccogliere le firme necessarie per presentare proprie candidature indipendenti.

“Cito testualmente – ha scritto nel suo ultimo intervento – quanto affermato dalla Bonino che chiede l’intervento del Governo “con strumenti per porre un argine a questa discriminazione, magari abolendo le firme quando un partito ha dei deputati in Parlamento, dimezzando il numero delle firme da raccogliere o allungando i tempi a disposizione come già fatto in passato” […] Il Movimento 5 stelle la raccolta firme, iniziata ai primi di gennaio, l’ha conclusa lo scorso fine settimana. I nostri ragazzi si sono fatti giorni e giorni al freddo, sotto la pioggia e la neve per raccogliere le firme di cittadini che ci autorizzassero a presentarci alle Regionali di marzo 2010. Siamo stati ai banchetti per due mesi ed eravamo gli unici. Dov’erano gli altri partiti? Come hanno raccolto le firme necessarie? Adesso vengono a lamentarsi e chiedono l’intervento del governo? Vergogna!”.

Se tutti i partiti hanno raccolto le firme necessarie nel tempo stabilito (e Grillo dovrebbe sapere che, a differenza del suo movimento, i partiti con un consenso radicato nel territorio possono farlo in pochi giorni) sicuramente la Bonino e Pannella qualche domanda potrebbero porsela, ma c’è un elemento fondamentale che il comico genovese non ha preso in considerazione. “La legge dice – come è scritto sul sito dei Radicali – che in Italia ci sono 300 mila autenticatori a cui è stata attribuito il servizio pubblico di autenticare le firme. La legge dice che il servizio cosiddetto pubblico Rai deve informare i cittadini un mese prima del deposito delle liste, modalità, tempi, modi e dove: chi vuole andare a firmare per la lista che vuole sostenere”.
Non fa certo piacere che Grillo, da sempre in prima fila contro il  malfunzionamento del servizio pubblico, improvvisamente si disinteressi delle democratiche norme che lo dovrebbero regolare per interessi di bottega. Quelli, per capire, che ha sempre rinfacciato ai partiti.