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Berlusconi, i paladini del bene e i dubbi di congelamento

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Una forza del bene contro le forze del male, un esercito dei difensori e paladini della libertà che risponderanno direttamente a me”, firmato, Silvio Berlusconi. All’immaginario uomo scongelato dopo anni di ibernazione, sentire una frase del genere potrebbe far pensare a un imminente attacco da parte di una forza oscura e spietata, oppure a un virus creato con lo scopo di distruggere la specie umana per sempre. In effetti, come dargli torto anche se, come sappiamo, non sta succedendo niente di tutto questo e con sua buona pace lo scongelato si rinfilerebbe subito in frigo dopo aver capito cosa succede realmente. Già, cosa succede realmente? Ci sono le elezioni, e quando ci sono le elezioni chi non sa cosa proporre o sta in silenzio, come il centrosinistra senza programmi, o le spara abbastanza grosse e inquietanti da insinuare dubbi definitivi e paure inconsuete negli animi dei cittadini elettori.

Berlusconi nomina i “promotori della libertà“, non spiega bene chi o cosa siano, ma saranno loro che dovranno “rispondere a centinaia di istanze, a chi chiedeva di organizzare i gazebo e fare manifestazioni”. Il mistero si infittisce. Quali manifestazioni e quali istanze? Chi ha chiesto cosa al presidente del Consiglio? Saranno i “promotori”, quindi, a lottare per il bene contro i cattivi? Probabile, ma il cavaliere assicura che non sarà uno “stato di polizia che mira a spalancare le porte ai cittadini stranieri” (ecco i cattivi) come quello che vuole la sinistra (da sempre, storicamente, su posizioni secuitarie, almeno nella mente del primo ministro). Come faccia uno stato di polizia a spalancare porte o fessure agli stranieri è un altro punto oscuro del noir ucronico scritto nella mente del presidente del Consiglio.

Via, allora,  con  “il governo delle riforme e delle emergenze”, opposto alla “sinistra che dice solo no”. Da una parte l’ottimismo, dall’altra il pessimismo ed autolesionismo”. Sinistra antitaliana, anche questo già sentito “noi siamo un governo che valorizza le cose positive, loro propagandano anche all’estero le cose negative del nostro Paese”. Sul fronte interno? Com va sul fronte interno al Pdl? Tutto bene dice il cavaliere. “Non esistono scontentezze interne. I contrasti dipinti dai giornali sono pura fantasia. Tra di noi c’è grande stima, motivazione e affetto reciproco”. Dopo essersi lamentato, in privato, delle faide interne, Berlusconi, in pubblico,  torna a blindare i vertici del Pdl. I problemi con Bertolaso, gli scandali degli appalti e le prostitute massaggiatrici? Tutto bene, “Secchiate di fango, non ci sono reati che emergono con certezza. Noi vogliamo restare liberi, amiamo la libertà. Siamo già tutti sottoposti al controllo dei telefoni e oggi è già uno stato di polizia. E’ un sistema barbaro”. Un sistema barbaro che si chiama giustizia, all’interno della quale soltanto è possibile essereliberi, il resto è prevaricazione.

Dov’è il male a cui si deve contrapporre il bene? Quale male e quale bene, poi? Di chi sta parlando il presidente del Consiglio? Si sa solo a chi sta parlando: a tutto un Paese che ormai vive nella stessa dimensione di noir psicotico fatto di paura e sospetto. Che si fa? Ci si congela tutti quanti per risvegliarsi in una distopia alla V per vendetta, più vicina di quanto molti non riescano o vogliano immaginare? O si tiene ben chiuso il freezer, con coraggio e senso civico?

Simone Cruso