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Bersani: Berlusconi schizofrenico, PdL favorisce corruzione

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Il premier Silvio Berlusconi, che ormai da alcuni giorni ha deciso di far propria la battaglia contro la corruzione, è intervenuto oggi accusando la “sinistra” di “volere uno stato di polizia”, in cui “siamo tutti sottoposti al controllo dei telefoni” e dominando le intercettazioni da cui “partono solo secchiate di fango che si risolveranno solo in secchiate di fango perché non ci sono reati che emergono con certezza”.
In attesa di conoscere il parere dei lavoratori e degli studenti manganellati a Roma, Torino, Avellino, Milano, Cerro Lambre, Melfi…o dei valligiani della Val di Susa su chi imponga ogni giorno uno stato di polizia, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha risposto al premier, criticando l’operato del governo per quanto concerne la lotta alla corruzione.

“Il Governo e’ schizofrenico: – ha spiegato ai cronisti – promette norme anticorruzione ma in Parlamento ci sono sue leggi che favoriscono il fenomeno. […] Se Berlusconi vuole togliere il fango faccia una bella ordinanza e si rivolga alla Protezione civile. Non si può assolutamente intaccare uno strumento del genere (le intercettazioni, ndr), impedendo o intaccando l’azione della magistratura in particolare per i reati che riguardano la criminalità organizzata”.
Proseguono, intanto, le indagini della magistratura sugli appalti legati alla protezione civile e sul nuovo scandalo legato all’evasione di Fastweb e alla compravendita di voti degli italiani all’estero, legata alla camorra, attribuita al senatore Di Girolamo.

Dopo che ieri Bertolaso aveva accusato i terremotati scesi in piazza per chiedere la ricostruzione della loro città di fare “campagna elettorale”, questa mattina anche Di Girolamo, protagonista di una conferenza stampa, ha fatto proprie le migliori armi sfoggiate negli ultimi anni dal premier quando ha dovuto affrontare processi e scandali legati al mondo della giustizia.
Il senatore, rifiutandosi di rispondere alle domande dei giornalisti, ha preso le distanze da tutte le accuse che, stando alle sue testuali dichiarazioni, gli sono state rivolte dai giornali.

D’altronde non da oggi i dirigenti del Popolo delle Libertà pensano che i processi cui sono chiamati a rispondere siano imbastiti dai “giornali sovversivi” e non, come sempre accade, dai magistrati che ogni giorno, nonostante i tagli del Governo, tentano di portare a termine il loro lavoro.

Mattia Nesti