Home Sport Calcio, Champions League: l’Inter scaccia la paura, battuto il Chelsea

Calcio, Champions League: l’Inter scaccia la paura, battuto il Chelsea


La maledizione degli ottavi sembra terminata, almeno per quanto riguarda i gol e la vittoria per la squadra nerazzurra, per il discorso qualificazione se ne riparlerà tra due settimane a Stamford Bridge. Era dal marzo 2006 che l’Inter non vinceva un confronto di Champions League ad eliminazione diretta (nei quarti contro il Villareal, anche allora finì 2-1, poi i nerazzurri però furono eliminati).

L’Inter supera dunque il Chelsea 2-1, un risultato che però lascia apertissimo il discorso qualificazione, resta comunque una delle migliori prestazioni europee degli ultimi anni, la vittoria arriva grazie ad un gol di Cambiasso al 10° del secondo tempo. La squadra di Mourinho era andata subito in vantaggio al 3′ del primo minuto con uno strepitoso Diego Milito, aveva poi subito una traversa di Drogba sempre nel primo tempo e poi il momentaneo pareggio di Kalou al 5′ della ripresa, prima della zampata vincente del Cuchu che fa esplodere di gioia gli 80mila (4mila erano tifosi inglesi) di San Siro.

LA PARTITA, PRIMO TEMPO – Pronti, via e l’Inter colpisce subito: passaggio di Eto’o per Milito che elude Terry e calcia subito con il destro all’ angolino, Cech è trafitto. Grande partenza della squadra di Mourinho, il Chelsea per alcuni minuti non riesce a reagire, poi pian piano l’undici di Ancelotti carbura e inizia a fare la partita, costringendo l’Inter a giocare con i lanci lunghi. Al quarto d’ora Drogba colpisce la traversa con un missile su punizione, Julio Cesar era battuto. Tre minuti dopo, tiro deviato di Ballack, Julio Cesar è reattivo e non si fa ingannare, buona respinta del portiere brasiliano che gioca con evidenti ecchimosi al volto conseguenti all’incidente di auto avuto domenica scorsa. Drogba è molto attivo e ci prova ancora con un paio di girate al volo che finiscono a lato. Al 33′ si rivede finalmente l’Inter: Sneijder mette in mezzo una palla invitante, ma Eto’o liscia clamorosamente, grande occasione sprecata dai campioni d’Italia. Cinque minuti dopo, bella combinazione in velocità Milito-Maicon, il brasiliano si invola solitario verso la porta di Cech ma si allunga troppo il pallone e lo perde.
L’ultimo brivido della prima frazione è di marca Blues: un liscio di Zanetti favorisce Kalou che si presenta davanti a Julio Cesar, Samuel cerca di contrastarlo, poi cade e tira giù anche l’avversario: poteva starci il rigore per i londinesi.

SECONDO TEMPO – Si riparte senza cambi. Sembra partire bene l’Inter, con Cech costretto all’uscita su Milito. Ma è solo un’illusione: il Chelsea riprende a macinare gioco, al 3′ l’ottimo Ivanovic costringe Julio Cesar a smanacciare un cross. Al 6′ un’altra discesa di Ivanovic, degna del miglior Zanetti, il croato nel cadere riesce a servire Kalou che prende la mira e batte un Julio Cesar non esente da colpe. L’Inter però non accusa il colpo e si riporta in avanti: quattro minuti dopo Cambiasso riporta in avanti i nerazzurri, un gol di caparbietà in linea con il carattere del Cuchu che prova la conclusione con il sinistro, ma gli viene respinta da un difensore, l’argentino non ci sta e ci riprova: stavolta la palla è dentro, Cech può solo osservare immobile la sfera che si insacca all’angolino alla sua sinistra. Mourinho non sembra accontentarsi e al 13′ manda in campo Balotelli al posto di uno spento Thiago Motta, nel frattempo si fa male Cech e Ancelotti è costretto a sostituirlo con Hilario. Al 20′ Julio Cesar riscatta l’errore sul pareggio e compie un grande intervento su una conclusione da distanza ravvicinata di Lampard. C’è spazio anche per Pandev, gli lascia il posto Eto’o. I ritmi però si abbassano, il Chelsea non riesce più ad affondare come nel primo tempo grazie anche ad un gigantesco Lucio. Al 36′ un altro cross del redivivo Ivanovic viene respinto in pugno da Julio Cesar, entra anche Muntari al posto di Stankovic. L’ultimo sussulto del match è di Ballack al 92′ che ci prova con una spaccata che si spegne a lato.
Triplice fischio e l’urlo di San Siro si leva nella notte, ora non resta che completare l’opera.

Miro Santoro