Home Sport Calcio, Dunga si arrabbia sull’argomento Ronaldinho

Calcio, Dunga si arrabbia sull’argomento Ronaldinho

 

Ronaldinho-Brasile rapporto finito? Forse si, forse no. Fin quando Dunga sarà ct della nazionale verdeoro più probabile che sia un si.

I mondiali in Sudafrica sono ormai alle porte, e tutti i giocatori del mondo cercano di dare più del dovuto in campo in modo da guadagnarsi una convocazione nella propria nazionale di appartenenza. Tra questi giocatori “disperati” in cerca del pass per partecipare alla manifestazione sudafricana c’è anche il fuoriclasse del Milan Ronaldinho, ormai ai margini della Selecao da quasi un anno. Il n.80 rossonero in questo periodo sembra tornato ai livelli del Barcellona, ha ritrovato la vena realizzativa ma soprattutto la condizione e la classe di un tempo che lo rende uno dei giocatori più forti del mondo. Ma nonostante ciò Dunga sembra continuare a non accorgersi di lui, o meglio, ne è consapevole delle sue prestazioni ma non vuole convocarlo. Destino analogo al rapporto Cassano-Lippi per la nazionale italiana. Genio e sregolatezza che spesso ai ct delle nazionali non va tanto giù e che storicamente soltanto con un certo Diego Armando Maradona si chiudeva un occhio e forse anche due.

Il ct brasiliano, che sta partecipando al workshop su Sudrafica 2010 a Sun City insieme agli altri allenatori delle nazionali che parteciperanno alla competizione a giugno, alla domanda su Ronaldinho da parte di un cronista ha reagito inferveronadosi dichiarando: “Niente di tutto questo è nuovo alla vigilia di una Coppa del Mondo. Le domande e le risposte continuano a essere le stesse. La pressione sul tecnico della Selecao è così forte perchè il Brasile è un continente. Ogni regione e ogni giornale vorrebbero imporre un loro giocatore, ma io vado avanti per la mia strada”.

L’ex giocatore della Fiorentina poi parla anche dei suoi “pupilli” Robinho e Kakà: “Dicono che Robinho stesse giocando male in Inghilterra. Però è bastato che tornasse in Brasile per far cambiare subito certi discorsi. Da un’ora all’altra è tornato ad essere un grande calciatore. Non capisco: per caso gli ha fatto bene il viaggio in aereo? Quanto a Kakà 3 mesi fa era il calciatore che tutti avrebbero voluto avere nella propria squadra, ora ci si pone un sacco di interrogativi su di lui: è normale?”

Beh nessuno vuole mettere in dubbio le qualità tecniche dell’ex milanista, ma tutti si pongono dei quesiti in merito alla sua forma fisica. Per quanto riguarda Robinho invece c’è da fare una considerazione importante: l’ex giocatore del Manchester City non giocava bene in Premier League con squadre molto dure e in Brasile magicamente torna a stupire con difese tutt’altro che insuperabili; Ronaldinho incanta in Italia e in Champions League. Forse anche Dunga ha bisogno di più viaggi in aereo per schiarirsi le idee e riflettere meglio sulla cosa?

Antonio Pellegrino