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Casini: La società è malata come la politica


“I fatti di queste ore partono non dalla politica ma dal mondo delle imprese. Il tumore è comune, ma ciascuno si faccia carico di risolvere i problemi in casa propria“. Così il leader dell’Udc, Pierferdinado Casini interviene sugli ultimi accadimenti che hanno portato alla luce casi di sospetta “opacità” che investono colossi come Fastweb e Telecom.

Ai microfoni della trasmissione radiofonica “28 minuti” condotta da Barbara Palombelli, l’ex presidente della Camera ammette l’esistenza di “zone scure” che interessano tanto la politica quanto il mondo delle imprese. “La politica – spiega – rischia di scadere sotto il profilo valoriale e di diventare un lasciapassare per persone senza scrupoli”.

“I ladri in politica – insiste il leader centrista – sono un pericolo per tutti e ce ne sono tanti, a 360 gradi. Occorre espellerli come un tumore”, ma la società civile non può vantare alcun primato etico perché, precisa Casini, “si è dimostrata incivile“.”La politica – è la sua impietosa analisi – è malata come la società”.

Nel corso del suo intervento, Casini ha anche rinfrescato l’intento della sua linea politica che è quello di “scompaginare un sistema che non funziona”. Quanto alle voci, sempre più insistenti, che scommettono sulla possibilità di una nuova formazione politica guidata dallo stesso Casini e dall’attuale segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “Credo che sia solo gossip” taglia corto l’ex presidente della Camera. “Di Bersani come persona – concede il leader centista – penso bene, credo sia una persona seria e affidabile, ma si trova ad aver ereditato un partito che costituisce un grosso errore biologico”.

“Fondere tradizioni diverse – precisa l’esponente dell’Udc – non significa creare sintesi, la fusione non sempre riesce e in politica è ancora più difficile”. Diversa la valutazione che Casini fornisce del partito di maggioranza. “Silvio Berlusconi – afferma – cementa tutto e tutti, avendo un grande potere mediatico, politico, economico e anche di leadership, è un grande combattente, il punto di unificazione non di un partito, ma di un’accolita che crede in lui”.

L’ultima annotazione Casini la riserva alla “leggerezza” del Festival di Sanremo appena conclusosi. Inevitabilmente interpellato sulla canzone presentata dal trio patriottico costituito da Pupo, Emanuele Filiberto e il tenore Canonici, Casini non si abbandona a generosi complimenti. “La canzone di Emanuele Filiberto? Non bella. E cantabile anche da me”.

Nessuna apertura per il principe anche sul fronte politico. Dopo l’esperienza della candidatura del rampollo di casa Savoia nelle liste dell’Udc, in occasione delle scorse elezioni Europee, il leader centrista ammette, infatti, di non sentire il bisogno di bissare la proposta. “Una scelta che non rifarei – taglia corto Casini a proposito del “colpaccio” politico tentato da Emanuele Filiberto – anche se si è comportato bene”.

Maria Saporito