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COMMERCIO: ISTAT VENDITE 2009 A -1,6%, DATI PEGGIORI DAL 2001

I dati sulle vendite al dettaglio diffusi oggi dall’Istat rivelano che le vendite nel 2009 sono diminuite dell’ 1,6% rispetto al 2008. L’Istat ha precisato che le vendite alimentari sono diminuite dell’ 1,5% mentre per i prodotti non alimentari il calo è stato dell’ 1,6%, il dato peggiore dal 2001 (anno in cui ebbe inizio il confronto nelle serie storiche).

Al calo complessivo delle vendite fa da parziale  contraltare la grande distribuzione che ha mantenuto  quasi invariato il fatturato (-0.4%). Brusco il calo dei piccoli negozi che registrano un – 2,7%. In questo segmento il calo delle vendite e’ stato più accentuato nel settore alimentare con un -3,2% mentre la grande distribuzione scende dello 0,4%. Anche il settore non alimentare rivela dati leggermente più confortanti: +0,4% la grande distribuzione, -2,5% i piccoli negozi.

   Nella grande distribuzione, considerando la media 2009, segnano passi in avanti gli spazi a prevalenza non alimentare (+1,7%) e gli esercizi specializzati (+0,3%). Generico il calo nel settore alimentare con un -0,8% degli ipermercati, -0,7% dei discount e un -0,3% dei supermercati

  Positivo è il settore “elettrodomestici, radio, tv e registratori”  (+1,3%). Maglia nera invece ai settori “calzature e gli articoli da viaggio” e  “altri prodotti”, che comprende gioielleria e orologi, uniti da un significativo -2,9%.

Le associazioni consumeriste hanno commentando i dati invocando un deciso taglio dei prezzi e un piano di aiuti alle famiglie per rilanciare il commercio.

“E’ un dato allarmante che dovrebbe preoccupare tutti – si legge in una nota diramata da Codacons – Governo in testa. Ancora più grave ed inquietante, poi, e’ il dato delle vendite alimentari, diminuite dell’ 1,5%: in pratica gli italiani non hanno più soldi nemmeno per mangiare. Il Codacons chiede ai commercianti di abbassare i prezzi del 20% e al Governo di salvaguardare la capacità di spesa degli italiani.”

Secondo il Codacons “solo con consistenti sconti e promozioni, almeno pari al 20%”, i commercianti ” potrebbero far ritornare gli italiani nei loro negozi. Il Governo – conclude la nota – deve smetterla di preoccuparsi delle banche e delle imprese e decidersi finalmente a sostenere i redditi delle famiglie, salvaguardando il reddito disponibile e la capacità di spesa degli italiani”. Non meno incisiva la ricetta presentata dalla Federconsumatori secondo cui : ” La crisi del nostro Paese – si legge in una nota dell’associazione – e’ soprattutto una crisi da domanda. Chi soffre soprattutto sono le famiglie a reddito fisso, la cui capacità di acquisto e’ nettamente diminuita nell’ arco degli ultimi due anni. Per rilanciare la domanda e’ fondamentale intervenire sul potere d’ acquisto delle famiglie a reddito fisso attraverso una defiscalizzazione di almeno 1.200 euro all’ anno

Armando Barone

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