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Veronesi a proposito del suo Genitori&figli :) agitare bene prima dell’uso

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Nel week end arriverà nelle sale cinematografiche la nuova commedia firmata Giovanni Veronesi (quello di Italians e dei vari Manuali d’amore, per intenderci), che stavolta si allontana dai problemi di coppia per raccontare cosa succede all’interno di quelle che sono oggi le famiglie allargate.

Il film, Genitori&figli :) agitare bene prima dell’uso, è il pretesto per ironizzare in maniera anche pungente su queste famiglie scombinate con genitori un po’ confusi.

Il regista non sembra trovarsi d’accordo con questa “formula” sempre più adottata, e dice infatti:A me sembra proprio una sciocchezza, io non ci credo affatto: lo so che siamo tutti divorziati, ma resta il fatto che una famiglia non nasce allargata, nasce stretta. Anzi, invece che famiglia, io preferisco chiamarlo branco: tre, quattro persone (dipende da quanti figli si hanno) che si riuniscono nei momenti topici, anche quando vivono separati. Non credo in quelle situazioni in cui gli ex mariti portano con sé i figli avuti da un’altra donna, o simili: sono tutte forzature. Le persone che contano nella nostra vita, nel bene e nel male, sono quelle del nostro branco”.

Il “branco” del film vede schierati molti degli attori più popolari del momento: da Luciana Littizzetto a Michele Placido, da Elena Sofia Ricci (la stessa che in tivù fa parte della famigliona Cesaroni) a Margherita Buy, passando per lo straordinario Silvio Orlando, la grande Piera degli Esposti (nel ruolo di una nonna un po’ all’avanguardia) e l’adolescente-figo-della-scuola, già famoso per essere uno dei protagonisti de I liceali, Emanuele Propizio.

Genitori che hanno a che fare con adolescenti razzisti, alle prese con Grande Fratello e Internet, e non manca l’uso abbondante di parolacce: “Ho fatto esprimere i miei personaggi come la gente mi sembra si esprima  secondo me parolaccia è quando dici una cosa per offendere”. E sul  ragazzino razzista, dice:  “Credo che il razzismo sia nell’aria, noi lo respiriamo come le polveri sottili: bisogna controllare cosa fanno i nostri figli, dove vanno su Facebook: c’è gente che paga le quindicenni per ballare su un cubo, la nostra è una società pericolosa”.

Claudia Fiume