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Il Lambro assalito dal petrolio sta infettando il Po: difficile arginare lo scempio

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Il fiume Lambro

Nella giornata di martedì nelle acque del fiume Lambro sono finiti dieci milioni di litri di gasolio: si tratta di un avvenimento di gravissima entità.

Ma da dove arriva questa marea di olio combustibile? Il materiale inquinate sarebbe fuoriuscito all’alba dal deposito di quella che era una ex raffineria situata in Brianza: la Lombarda Petroli che ha sede a Villasanta, piccolo centro in prossimità di Monza. Va stabilito se questo avvenimento abbia origini dolose o se si tratti di un gravissimo incidente: intanto Formigoni è già sul piede di guerra al fine di far luce sulla dinamica degli accadimenti.

L’ allarme a livello nazionale è scattato in virtù del fatto che il petrolio ha copiosamente raggiunto ed “infettato” anche il Po. E’ già stato previsto che, nel giro di cinque giorni, parte del materiale inquinante interesserà l’asta del Po nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara.
Come fronteggiare tale situazione? La solerzia dei vigili del fuoco non è stata sufficiente per fermare la sostanza inquinante, che ha passato anche la barriera di galleggianti posta nel territorio di Sant’Angelo Lodigiano: gli sbarramenti non hanno raggiunto il fondo del fiume, perché la forza dell’acqua li ha sollevati.

Grandissimo il dispiegamento di tecnici, Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Nella fattispecie il direttore regionale della Protezione civile dell’Emilia Romagna, Demetrio Egidi, farà un sopralluogo in elicottero per valutare dall’alto la situazione e decidere quali interventi adottare.

Importante anche il risultato delle analisi chimico-fisiche da parte di Arpa che sta monitorando la condizione delle acque.
Inoltre è prioritario creare dei veri e propri sbarramenti fisici capaci di bloccare il “viaggio” del combustibile. Durante la notte, alla diga di San Zenone al Lambro per esempio, si è lavorato senza posa al fine di arginare l’onda inquinante con ottimi risultati: lo sbarramento si è rivelato determinante per bloccare, in parte, il defluire degli idrocarburi.

Infine il Wwf ha già reso noto il “bollettino di guerra” del petrolio: moltissimi animali hanno già trovato la morte a causa dell’ennesimo scempio ambientale.

Valeria Panzeri