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In appello richieste pesanti per i fatti della scuola Diaz

Stamattina, al processo d’appello per i fatti della scuola Diaz durante il g8 di Genova, il procuratore Pio Macchiavello ha concluso la sua arringa con le richieste di pena per i protagonisti di una delle pagine più turpi della storia della Polizia di Stato: 110 anni di reclusione e passa per 27 imputati (per uno dei poliziotti è già scattata la prescrizione). “Non si possono dimenticare le terribili ferite inferte a persone inermi. La premeditazione, i volti coperti. La falsificazione del verbale di arresto dei 93 no-global. Le bugie circa la presunta resistenza dei no-global. La sistematica ed indiscriminata aggressione. L’attribuzione a tutti gli arrestati di due molotov che erano state portate nella scuola dagli stessi poliziotti”.

Per molti reati dei quali furono accusati ipoliziotti, molti sono caduti in prescrizione, rimangono in piedi il falso ideologico, le lesioni personali gravi ed un caso di peculato. Pesanti richieste per alcuni funzionari oggi ai vertici del Ministero dell’Intero: 4 anni e 10 mesi di reclusione per Francesco Gratteri, attuale capo dell’Antiterrorismo, e per Giovanni Luperi, oggi responsabile dell’Aisi (l’Agenzia informazioni e sicurezza interna), l’ex Sisde. Quattro anni e 6 mesi per Gilberto Caldarozzi, che fu tra gli investigatori che catturarono Bernardo Provenzano e che oggi dirige il Servizio centrale operativo. Stessa richiesta di pena per Spartaco Mortola, nove anni fa capo della Digos genovese e ora questore vicario a Torino. Quattro anni e dieci mesi per Vincenzo Canterini, che era il numero uno della “Celere” romana  –  il disciolto Nucleo Anti-Sommossa – che fece irruzione nella scuola occupata dai no-global.

Nel novembre del 2008 il processo di primo grado si era chiuso tra le urla esasperate del pubblico – “Vergogna!” – e una condanna per tredici degli allora ventinove imputati: assolti i vertici, quattro anni per Canterini e due per il suo braccio destro, Michelangelo Fournier (quello che confessò di aver visto episodi da “macelleria messicana”), quattro anni anche per Pietro Troiani, il vice-questore che materialmente aveva portato le bottiglie incendiarie nella scuola. Da allora, tutti i super-poliziotti coinvolti nella vicenda sono stati promossi

Il 21 luglio 2001 i poliziotti buttarono giù il portone della scuola di via Cesare Battisti; cercavano black bloc che probabilmente sapevano di non trovare. Trovarono invece persone addormentate, disarmate, inermi e le massacrarono di botte, alcuni finirono in prognosi riservata. Quindi li arrestarono con prove false. L’accusa sostiene che tutti i poliziotti sapessero cosa stessero facendo.

Il giorno prima, il 20 luglio, uccisero Carlo Giuliani con un colpo alla testa.

Simone Cruso