In Tv si deve parlare di sessualità

Il progetto educazionale si chiama Scegli Tu ed è un’idea della SIGO, la  società italiana di ginecologia e ostetricia, che ha proposto di utilizzare i programmi che hanno maggiore audience e una maggiore esposizione di giovani al mezzo televisivo, per informare sul tema della sessualità.

“Non è una provocazione – spiega la Sigo – ma quanto suggeriscono autorevoli ricerche internazionali che dimostrano come per gli adolescenti sia più facile recepire questi messaggi quando a pronunciarli sono persone con cui si identificano. I protagonisti di un telefilm, i concorrenti di un reality o i giovani talenti dei più seguiti show degli ultimi anni”.

Si svolgerà oggi a Roma un incontro con i grandi network in cui discutere 10 regole da condividere con autori e conduttori per utilizzare i vari format come veicolo di informazioni certificate. L’Italia potrebbe diventare il primo Paese a dotarsi di un “codice di autoregolamentazione” su questi temi.

Il meccanismo dell’immedesimazione vale purtroppo anche all’inverso – spiega Giorgio Vittori, presidente dell’associazione – se la sessualità viene affrontata in maniera superficiale o impropria si rischia di contribuire alla disinformazione dei nostri giovani”. I numeri infatti al riguardo non sono confortanti: il 37% delle adolescenti non utilizza nessuna protezione durante la prima volta (17%) o solo il coito interrotto (20%) e solo una su 5 si confronta con il medico in merito all’informazione sulla salute riproduttiva e la pianificazione familiare. Nel 2006 in Italia vi sono stati 9.525 gravidanze e 4.150 aborti nelle under 19.

Il decalogo servirebbe a spiegare i rischi di un rapporto non protetto e sfatare miti inesistenti come quello del coito interrotto. Uno dei casi più eclatanti di utilizzo delle fiction per la pianificazione familiare è stato in Messico, negli anni ’70, dove grazie alla soap-opera Acompañame, dopo il primo anno di trasmissione, si registrò un incremento del 33% dell’affluenza ai consultori e le vendite di preservativi aumentarono del 23%.

Claudia Fiume