Istat: Inflazione a Gennaio all’1,3%

Si mantiene su livelli sostanzialmente bassi l’inflazione in Italia, almeno stando ai  consueti dati Istat. I dati oggetto della discussione sono infatti l’inflazione su base mensile, cresciuta dello 0,1%, e quella su base annuale, cioè a partire da gennaio dello scorso anno, in crescita dell’1,3%.  Analizzando più nel dettaglio i rilevamenti dell’Istat, emerge un quadro più chiaro della situazione. In crescita è soprattutto il settore energetico, in cui i prezzi sono aumentati dello 0,9%. Sono in calo invece i costi relativi a beni come acqua, elettricità e combustibili, per i quali si è registrato un dato negativo intorno all’1,6%.

Poi vi sono i beni ad alta frequenza, aumentati del 2,5% nel dato annuo e dello 0,3% su base mensile; restringendo il campo agli alimentari è stabile il dato rispetto a dicembre, mentre si assesta su una crescita dello 0,4% rispetto ad un anno fa. Confagricoltura attribuisce questo calo alla riduzione dei costi alla produzione, evidenziando i dati evidenti di frutta fresca (-2%), olii e grassi (-3,2%); stabili invece pane e cereali. Crescita decisamente più marcata invece per l’area delle bevande alcooliche e tabacchi, nell’ordine del 4,5%, e dei trasporti, al 3,7%, mentre sono in calo i prezzi nel settore delle comunicazioni e dell’area ricreativo/culturale (rispettivamente a -0,4% e -0,7%). Salgono infine i prezzi di trasporti e sanità, allo 0,5%.

I commenti. All’attacco dopo la pubblicazione dei dati il segretario della CGIL Guglielmo Epifani, che esprime seria preoccupazione in particolare per i dati relativi agli alimentari e al largo consumo, auspicando un intervento serio per proteggere i consumi delle fasce a reddito basso. Alza la voce anche Federconsumatori, in quanto il dato globale dell’1,3% sarebbe in totale contraddizione con l’andamento dei redditi e dei mercati. In  pratica in situazioni analoghe non si è verificato ciò che è accaduto in Francia dove la caduta dei consumi ha portato il tasso di inflazione al -0,3%, e questo sarebbe spiegabile anche con la presenza di forti speculazioni a danno del consumatore.

In calo anche la fiducia degli italiani, secondo quanto fa sapere l’Isae. Ripetto a maggio in calo infatti la fiducia sula stuazone economica generale e sulla situazione personale quanto a prospettive economiche  e lavorative, in linea con dati simili provenienti da oltreoceano.

Alberto Martinelli