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Luca Cordero di Montezemolo: l’inossidabile terzista

Il presidente Fiat, Luca Cordero di Montezemolo

Da tempo è per molti il rappresentante di quello che viene definito “terzismo” (ossia il porsi diplomaticamente tra due schieramenti opposti, nel tentativo di influenzare in modo positivo la vita politica). Lui, Luca Cordero di Montezemolo, non ha sempre gradito questo appellativo, ma va comunque avanti per la sua strada: costellata di colpi al cerchio e alla botte, ma sempre all’insegna del massimo buon senso.

L’ultima affermazione è di ieri, in occasione dell’inaugurazione della Luiss School of Government di Roma: “La lotta alla corruzione è un’impresa titanica che occuperà quanto meno lo spazio di una generazione, che richiederà sforzi enormi e grande lungimiranza”. Ma, si badi bene, non bisogna pensare che “le colpe della corruzione siano tutte nella politica- ha chiosato Montezemolo – perché anche in altri settori esistono fenomeni di malaffare che affliggono la nostra vita politica. Eppure la politica ha certamente una precisa responsabilità: quella di non avere introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello stato”.

Un colpo al cerchio e uno alla botte, appunto, ma pur sempre parole di innegabile verità. Al presidente della Fiat si è unita anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, la quale si augura che “dopo le regionali le forze politiche si mettano insieme per fare le grandi riforme, a partire da quella della pubblica amministrazione. Non si può più aspettare. Non ci possiamo rassegnare al declino e stare fermi in una sorta di immobilismo”.

Sentendosi ovviamente chiamato in causa, non ha tardato a rispondere il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta: “La riforma della pubblica amministrazione è già stata fatta. Forse Montezemolo, che è impegnato a lavorare nelle sue aziende, non è stato informato. Gli manderò la mia riforma e i piani di implementazione”. E lo ha fatto davvero, inviando nel pomeriggio di ieri una corposa mail con il suo piano di riforma del Servizio Pubblico. Pronta la secca risposta di Montezemolo, giunta in mattinata durante un’intervista al sito affaritaliani.it: “Non si deve sempre vedere nelle opinioni diverse, specie se costruttive, un avversario o una polemica. Mai come ora abbiamo bisogno di unità d’intenti. Si prenda atto delle idee diverse senza demonizzare chi le ha”.

“Ho detto che non è solo colpa della politica – ha poi spiegato Montezemolo – La politica nel suo complesso, quindi da molti anni, avrebbe dovuto fare delle riforme per semplificare lo Stato. Ma ho detto tre cose: non è colpa della politica; non bisogna autoflagellarsi, perché grazie a Dio la stragrande maggioranza degli italiani lavora onestamente e quindi dobbiamo sempre più contare, far emergere e fare affidamento su questa stragrande maggioranza. E terzo, per quanto riguarda la lotta alla corruzione, tutti devono fare la loro parte senza eccezioni”.

Ancora una volta parole ineccepibili, che difficilmente possono essere oggetto di critica. E se per l’ex-presidente di Confindustria la strada maestra per uscire dal pantano dell’illegalità è quella delle riforme, alcuni non hanno mancato di sottolineare come le sue posizioni ricordino un pò quelle sostenute negli ultimi giorni da Gianfranco Fini. Come se non ci fosse già una miriade di schieramenti politici che le riforme le invocano da anni. E infatti gli ambienti vicini ad entrambi i personaggi confermano: “Tra loro solo una solida amicizia. Niente altro”. Tirano un sospiro di sollievo gli strenui sostenitori del “terzismo”: no, il loro paladino non li ha abbandonati.

Roberto Del Bove