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Messico, un gruppo di sicari uccide otto civili e cinque poliziotti

Un commando armato, composto da almeno venti uomini, ha ucciso 13 persone, tra le quali cinque poliziotti e vari minori di età, nella località messicana di Acatlan de Perez Figueroa, a quattrocento km dalla capitale statale di Oaxaca. L’assalto è avvenuto poco prima della mezzanotte di ieri.

È stato il sindaco del municipio di Acatlan de Perez Fugueroa- a cui appartiene la località in cui è avvenuta la strage-  Nicolás Villalva Argüello,  a dare notizia del nuovo bagno di sangue che ha visto, ancora una volta, protagonista il Messico. Secondo quanto reso noto dal sindaco, il gruppo di sicari fece irruzione in due abitazioni della piccola comunità di Vicente Camalote, appartenenti alle famiglie di Maciel e Hernandez. Le due famiglie sono conosciute nella zona per dedicarsi al commercio.  

Secondo le prime ricostruzioni, tra i sicari e i poliziotti-accorsi in aiuto delle due famiglie- si originò una sparatoria che si concluse con la morte dei cinque agenti delle forze dell’ordine. Fra le vittime appartententi alle due famiglie, sono stati identificati due adulti, mentre il resto sono minori. I media messicani affermano che un giovane membro della famiglia Maciel, di soli 16 anni, fu rapito dagli agressori. Dopo la strage, gli assassini fuggirono a bordo di sette veicoli Hummer.

La località di Acatlan de Perez Figueroa è considerata dalle autorità messicane come una zona strategica per la coltivazione della marihuana e il commercio della cocaina. Droga che dal Sudamerica raggiunge i lucrosi mercati statunitensi. In Messico, la violenza legata al narcotraffico ha causato circa 17.000 vittime negli ultimi tre anni. Questo nonostante l’opera di lotta ai cartelli della droga messa in atto dal presidente Felipe Calderón, che ha impiegato circa 50.000 militari

Annastella Palasciano