Par condicio uguale per tutti: Mediaset insorge

Dopo le numerose polemiche sulla decisione di estendere il sistema della par condicio anche ai programmi di approfondimento (Annozero, Porta a porta, Ballarò), una nuova delibera dell’Autorità per le garanzie nella comunicazioni scatena le reazioni di Mediaset. L’Authority ha infatti determinato che le disposizioni “in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione […] si applicano su tutto il territorio nazionale nei confronti delle emittenti che esercitano l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana e periodica”. È inoltre vietata la partecipazione di candidati o esponenti politici in spazi diversi dalle trasmissioni cosiddette “di approfondimento”, dai notiziari e ovviamente le tribune politiche

La dicitura riguardo le “emittenti che esercitano l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora privata” include necessariamente e indubitabilmente anche Mediaset. La quale però non ha accettato di buon grado la decisione ed è insorta: l’azienda, in una nota, annuncia ricorso al Tar perché giudica l’estensione delle norme sulla par condicio alle emittenti private “assolutamente priva di fondamento” perché la Consulta ha chiarito “che la par condicio non può comportare la soppressione di ogni libertà di manifestazione del pensiero nelle trasmissioni di informazione in base ad esigenze di visibilità dei partiti politici”.

L’imperdonabile colpa, a detta di Mediaset, sarebbe che l’Agcom “ha fatto proprio il regolamento della Commissione parlamentare di Vigilanza per il servizio pubblico che risponde a principi costituzionali ed è disciplinato da norme diverse da quelle che regolano l’emittenza privata. Pertanto l’estensione automatica delle norme sulla par condicio dettate per il servizio pubblico alle tv private risulta assolutamente priva di fondamento”.

Insomma, sembrerebbe proprio che Mediaset non accetti di sottostare alle norme riguardo l’informazione politica in periodi elettorali. Norme che, detto per inciso, sono valide per tutte le emittenti televisive nazionali, pubbliche e private. Non si capisce quindi perché tanta ostinazione da parte di Mediaset: c’è forse qualcuno che trarrebbe vantaggio dalla mancata applicazione di tali norme?

Roberto Del Bove