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Rachid Hamdani lascia la Libia

Rachid Hamdani

Rachid Hamdani, ha lasciato la Libia. Rachid Hamdani e Max Goeldi sono i due cittadini svizzeri, dirigenti del gruppo elvetico di ingegneria elettrica Abb, bloccati da oltre un anno e mezzo in Libia in quanto accusati dei reati di evasione fiscale e immigrazione illegale. I due che avevano trovato rifugio nell’ambasciata elvetica, hanno dovuto lasciala lunedì dopo che la polizia libica circondando l’edificio ha minacciato di prenderlo d’assalto, come ha fatto sapere in un secondo momento l’Austria, se i due dirigenti non si fossero consegnati nelle mani delle autorità libiche.

Il ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato che uno dei due uomini d’affari, Hamdani, fermato in Libia per 19 mesi, ha abbandonato il paese nordafricano, “siamo felici, come la sua famiglia, di questo sviluppo”. Berna ha precisando che ora la diplomazia sta lavorando per la liberazione del capo del gruppo Abb, Goeldi, e che il suo rientro è “al centro dei nostri sforzi”.

Nel momento in cui la polizia libica ha preso in consegna i due cittadini svizzeri dall’ambasciata, Goeldi è stato arrestato per scontare in Libia un periodo di detenzione pari a 4 mesi, probabilmente presso la prigione di Ain Zara come ha riferito il suo legale Salah Zahaf, mentre ad Hamdani è stato permesso di lasciare il paese poiché assolto dalle accuse che lo pendevano a suo carico. La signora Bruna Hamdani, in merito alla localizzazione del marito, ha commentato: “posso confermarvi che ha lasciato la Libia e che è al sicuro. Ma non posso confermarvi nulla in merito alla Tunisia”, in seguito ad un comunicato che parlava della presenza dell’uomo in Tunisia.

Il fermo dei due dirigenti, a quanto pare, è stato soltanto un tassello dalla crisi diplomatica che ha colpito Libia e Svizzera, in quanto la causa scatenante di tale crisi sembra debba ricercarsi due anni fa nel fermo da parte della polizia elvetica di Hannibal, figlio del leader libico, accusato di maltrattamento dei propri domestici, accusa poi caduta ma che irritò non poco Tripoli la quale comunque smentisce che ci sia un legame tra i due casi. La crisi si è inasprita la scorsa settimana dopo che la Libia ha deciso di bloccare i visti d’ingresso ai cittadini dei 25 Paesi europei dell’area Schengen, come ritorsione per la decisione della Svizzera di inserire nella propria black list 186 personalità libiche.

Michele De Chirico