Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Schifani: intercettazioni e liste pulite

Schifani: intercettazioni e liste pulite

Il presidente del Senato, Renato Schifani, a margine di un convegno sulla responsabilità sociale dell’impresa, si è scagliato contro la pubblicazione indiscriminata delle intercettazioni sui giornali, sottolineando come esse finiscono troppo spesso per essere un’anticipazione delle sentenze di condanna: “Credo che la giustizia si realizzi nei palazzi dei tribunali, davanti ad un giudice terzo, dove accusa e difesa possono confrontarsi…Non credo invece nelle sentenze che sono il frutto di un’indiscriminata uscita sui quotidiani di di intercettazioni, che a volte toccano fatti personali di persone nemmeno implicate nei fatti di giustizia o che sono indagate ma non hanno la possibilita’ di difendersi e che vengono condannate con la pubblicazione delle intercettazioni”.

Schifani, riguardo le leggi anti-corruzione, ha aggiunto che “la corruzione va combattuta e auspico un intervento legislativo in tal senso” ed è rimasto scettico di fronte alla possibilità di una nuova Tangentopoli: “Ci sono singoli episodi di corruttela deprecabili, se accertati, ma il sistema del finanziamento pubblico ai partiti è venuto meno e i partiti ora sono estranei a questi fenomeni”.

Per quanto riguarda invece la polemica sulle “candidature pulite” il presidente del Senato ha riconosciuto la necessità di “guardare al rigore dei partiti nella selezione della classe dirigente, a volte non candidando condannati non in via definitiva”, ma si è detto contrario alla proposta di Gianfranco Fini di sospendere dagli incarichi per cinque anni i politici condannati poichè “la soluzione è già nella legge che prevede, per i condannati in via definitiva per i reati contro la Pubblica amministrazione, come pena accessoria l’interdizione perpetua, o per alcuni anni dagli incarichi pubblici”.

La maggioranza scopre magicamente le liste pulite dopo anni che Grillo e Travaglio, e fino a poco tempo fa Di Pietro, hanno portato avanti la battaglia, ma lo fa astutamente solo come mossa mediatica e meramente populista: qualcuno ha abboccato ma i condannati sono sempre lì, basterà controllare le liste dei candidati alle regionali.

Il Pd, dal canto suo, continua a seguire la sua politica quantomeno “originale”, restando forse l’unico partito davvero coerente: mai parlato di liste pulite…

Stefano Bernardi