Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Spagna, Zapatero crea commissione contro pena di morte

Spagna, Zapatero crea commissione contro pena di morte

La Spagna, per voce di Zapatero, istituirà una commissione internazionale contro la pena di morte. L’organismo sarà operativo a partire dalla seconda metà del 2010. Il premier spagnolo, presidente di turno dell’Ue per questa sessione, ha annunciato la notizia intervenendo all’inaugurazione del IV Congresso mondiale contro la pena di morte, che sta avendo luogo a Ginevra. “Sarà composta – ha detto Jose Luis Zapatero – dai rappresentanti dei governi, delle organizzazioni internazionali, dagli esponenti della società civile”. Il leader spagnolo ha inoltre assicurato che ci sarà una moratoria universale entro il 2015.

A Ginevra sono attesi in queste ore i rappresentanti diplomatici e politici di molte nazioni per discutere l’abolizione della pena di morte, in vista della nuova risoluzione ONU. Il congresso infatti servirà da resoconto riguardo le diverse strategie sulla pena capitale nei diversi paesi del mondo, in vista del Congresso autunnale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Per l’Italia si recherà nella capitale svizzera per prendere parte al Congresso il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti. “È arrivato il tempo di abolire la pena capitale in tutto il mondo. Non ci sono elementi che confermino il carattere deterrente di questa misura nel ridurre il crimine o la violenza politica”, ha detto lo stesso Scotti. La pena di morte minaccia la dignità e umana e rallenta l’affermazione dei diritti umani, poiché tale pratica risale al Medioevo. “L’abolizione della pena di morte – ha concluso il sottosegretario italiano – per diventare definitiva, deve essere inscritta nei cuori e nella mente della gente”.

Gli interventi dei rappresentanti di Argentina, Norvegia, Libano, Belgio sono attesi nella mattinata odierna. In totale, circa mille partecipanti discuteranno della maniera più cruenta per punire le persone dei loro crimini. Tra gli altri, è previsto il contributo di un uomo che è riuscito a evitare la pena di morte negli Usa grazie all’introduzione del test del Dna. Edward McCarthy è rimasto in carcere per ben 21 anni, la sua condanna capitale era stata ribadita per tre volte e la sua innocenza è stato provato solo tardivamente.

La potenziale uccisione di innocenti è una delle tesi del pensiero abolizionista. Il diritto alla vita e la possibilità di pentimento e redenzione sono due elementi centrali per l’abolizione definitiva.  Ci sono anche questioni pratiche, quali i costi più alti rispetto all’ergastolo e lo scarso potere deterrente contro la criminalità quotidiana.

Fino al 1975 il 65% degli Stati prevedeva la pena di morte nel rispettivo ordinamento, ora appena 58 nazioni ricorrono alla pena capitale.

Il trend di abolizione è incisivo e sta avendo risultati positivi, perciò si può e si deve continuare su questa strada. Zapatero ha aperto il fronte, ora è necessario supportare la sua posizione contro la cosiddetta “uccisione legale”.

Emanuele Ballacci