Home Sport Vancouver 2010 – “Gigante” delusione azzurra

Vancouver 2010 – “Gigante” delusione azzurra

Olimpiadi stregate per i colori azzurri. Anche ieri nessuna medaglia conquistata, l’ultima risale a mercoledì 17 con il bronzo di Arianna Fontana nello short track 500 mt., il bilancio è di solo un argento e 3 bronzi, 19° posto nel medagliere.

Proprio ieri è arrivata una delle più grandi delusioni dalla squadra italiana. Nello slalom gigante maschile avevamo 4 atleti tutti possibili vincitori di medaglie, sempre protagonisti in Coppa del Mondo durante questa stagione, una punta di diamante come Max Blardone, vincitore 5 volte e per ben 19 a podio durante la sua carriera in Coppa del Mondo. Alla fine Max è si il miglior italiano in gara ma arriva solo 11° a 0″89 dal podio e ben 1″53 dal vincitore, sono questi i numeri della Gigantesca delusione azzurra.

Una gara che era partita abbastanza bene. Blardone sceso nella prima manche con il pettorale numero 3 ha chiuso la sua prova con il tempo di 1’17″47, primo al traguardo, superato successivamente solo da Janka, in testa alla fine della prima manche con un vantaggio di 0″20 sull’italiano, la sorpresa Baumman secondo a soli 0″02 dallo svizzero ed il norvegese Svindal con soli 0″04 di vantaggio su Max. Prima manche molto equilibrata che prospetta una gara combattuta nella seconda e decisiva manche. I primi 10 sono racchiusi in solo 0″78, mentre i primi 20 sono compresi in 1″40. L’ottima prova di Blardone maschera la delusione per gli altri 3 azzurri, Simoncelli è 17° con il tempo di 1’18″52, Ploner 20° in 1’18″670 e Moelgg addirittura 24° in 1’18″940.

Nella seconda frazione le aspettative sono tante anche perché le porte vengono piazzate dal tecnico azzurro che traccia un percorso che gira parecchio rispetto alla prima prova più veloce e ben sfruttata dai supergigantisti, un modo anche per favorire i nostri. I primi 3 italiani scendono in maniera davvero mediocre e non riescono assolutamente a recuperare posizioni, Moelgg chiude 22°, Simoncelli 20° e Ploner 18°. Mai quest’anno in Coppa del Mondo la squadra italiana aveva ottenuto prestazioni così negative con tutti i suoi interpreti. Le ultime speranze sono tutte riposte in Max Blardone che scende per quart’ultimo quando in testa c’è il norvegese Jansrud, 11° dopo la prima manche ed autore di una seconda prova davvero perfetta con il miglior tempo stabilito in 1’20″150. Max è concentratissimo parte e sembra subito diverso dal solito, la pressione del grande evento si fa sentire e qualche sbavatura c’è già nelle prime porte. Non riesce mai a prendere il ritmo e perde costantemente lungo tutto il tracciato. Alla fine della prova il suo è il 24° tempo di manche con 1’21″880, chiude 11°, nessun italiano nei primi 10 quando durante la Coppa del Mondo siamo soliti piazzarne più di uno.

La gara la vince lo svizzero Carlo Janka che con una seconda prova accorta riesce a controllare il vantaggio che aveva accumulato nella prima e ottiene la sua prima medaglia olimpica. Secondo a 0″39 uno straordinario Jansrud che recupera dall’11° posto della prima manche dimostrando ai nostri azzurri che tutto era possibile. Il bronzo va ad un’altro norvegese, Svindal a 0″61 dal trionfatore svizzero. A deludere non sono solo i nostri, male anche l’austriaco Raich, primo in Coppa del Mondo e vincitore dell’oro a Torino 2006, solo 6°. Altro deluso, non solo di questa prova ma di tutti i Giochi, è lo svizzero Didier Cuche, 14°. Prima gara di sci alpino con nessun americano sul podio.

L’Italia maschile non vince una medaglia olimpica dal lontano 1994 quando ci pensò un certo Alberto Tomba. Un po meglio per le donne che non salgono su un podio olimpico da Salt Lake City 2002. Ai maschietti resta un’ultima possibilità nello slalom speciale per non tornare in Italia con le pive nel sacco ma piuttosto con una medaglia, mentre le azzurre possono ancora regalare qualche soddisfazione oggi nello slalom gigante con Moelgg, Karbon, Brignone e Gius. Poche o nulle le speranze nello slalom speciale conclusivo. Incrociamo le dita e speriamo di poter festeggiare al più presto qualche nostro atleta.

Salvatore Morelli