Berlusconi: arrivano “I paladini della libertà”

Ovviamente, quando il Cavaliere interviene, lo fa in un modo che non è possibile non notare. Pur vero che viene evidenziata a prescindere qualunque cosa lui dica, nei modi e nei tempi più disparati, bisogna, per forza, riconoscere che Il Presidente del Consiglio non fa assolutamente niente per evitare questo fenomeno, mediatico al 90%, politico al 10%, volendo essere ottimisti.

Ed ecco quindi la nuova trovata, “I paladini della libertà“. Per chi è della stessa generazione di chi scrive, nato negli anni  70, essi erano ( e nostalgicamente sono)  Mazinga, Goldrake, Superman o l’Uomo Ragno e infiniti altri supereroi, meccanici o meno che riempivano di colori e speranze il mondo della nostra infanzia. Per chi è nato  qualche anno prima è possibile citare, ad esempio, Tex Willer o Capitan Miki, eroi della casa editrice Bonelli, o anche Sandokan e, come dimenticarsi l’intrepido quadrupede Rin tin tin. Ora, tutti questi difensori dell’umanità rischiano di diventare dei militanti di partito.

”Andate oltre la semplice iscrizione e diventate promotori della liberta” scrive Berlusconi in una lettera rivolta e spedita a tutti gli iscritti al P.D.L, e create  ”un’organizzazione dei paladini della liberta”.  Il premier parla poi di “scelta di campo” ( il campo  in cui lui è sceso ormai 16 anni fa), riferendosi al voto  per le elezioni  regionali che si svolgeranno  tra poco più di un mese, affondando poi la stoccata con il suo personalissimo fioretto, parlando di ”esercito dell’amore contro l’esercito dell’invidia, della calunnia e dell’odio”.

Se non è possibile contestare a priori le buone intenzioni del Cavaliere, sarebbe infatti eticamente sbagliato, colpiscono e molto, però, i toni utilizzati per spronare i militanti del suo partito, che a questo punto forse dovremmo chiamare “commilitoni”. Questi toni sono infatti profondamente guerreschi; Il Cavaliere ( mai appellativo fu più appropriato in questo frangente) sembra voler incarnare uno ( o forse tutti ) i supereroi citati in precedenza e scagliarsi, cavalcando alla testa di un esercito messo insieme e addestrato appositamente per sconfiggere il male. La cosa più stupefacente è, sostanzialmente, quanto l’uomo Berlusconi creda, o senta, non di stare dalla parte giusta, ma piuttosto d’incarnare “lo spirito del bene” onesto, puro, pulito, invincibile.

Per quanto possa avere le miglior intenzioni, è pensabile che anche lui sbagli ed è strano quanto lo stesso premier sembri non considerare minimamente quest’ ipotesi ( se vogliamo chiamarla così).  Ciò che traspare dalle sue parole  è un concetto del tipo ” chi è contro di me è nemico della gente”, che francamente suona un po’ come  discorso di una persona che si ritiene molto al di sopra degli altri. Certamente tutto si può dire di lui, ma alcune qualità gli vanno sicuramente riconosciute( capacità comunicativa ed imprenditoriale ad esempio, sulle quali ha costruito il suo impero) , ma l’immedesimarsi nel “bene”all’interno  dell’ eterna lotta dello stesso contro il “male” , sembra essere davvero un po’  troppo.

A.S.

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