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Calcio, Cristiano Ronaldo: “Voglio entrare nella storia del calcio”

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Venticinque anni, talento allo stato puro messo a servizio della Nazionale portoghese, del Manchester United e poi, da quest’anno, del Real Madrid. Già vincitore, con i Red Devils, di una Champion’s League che gli ha permesso di conquistare il Pallone d’oro. Questo e tanto altro è il fenomeno Cristiano Ronaldo, approdato in Spagna per cercare di riportare nella bacheca delle merengues quel massimo trofeo continentale che manca da quasi otto anni.

“A Madrid voglio vincere gli stessi trofei che ho conquistato con il Manchester United”, così si è espresso l’asso lusitano sul suo futuro nel club di Florentino Perez, a margine della presentazione a Londra delle sue nuove scarpe da gioco Nike Mercurial Vapor SuperFly II.

Obiettivo rivincere la Champion’s League quindi, con in testa uno scopo ben preciso che non lascia spazio a franitendimenti: “Il mio obiettivo personale è entrare nella storia del calcio. Quando finirò di giocare vorrei essere ricordato come un campione e un esempio per i giovani”.

Un campione che ha conquistato tanti trofei a livello personale: Pallone d’oro, Fifa World Player, Scarpa d’oro, tutti nel 2008. Tutti prestigiosi, ma che nella sua classifica vengono dopo quelli raggiunti  insieme alle sue squadre: “Considero le conquiste più grandi quelle ottenute con le proprio squadre e non quelle personali”.

Oltre all’Europa però, c’è ancora una Liga da provare a strappare dalle mani del Barcellona, con una lotta che ancora lascia qualche possibilità al Real di riuscire a riportare a casa il campionato: “Il Barça deve venire a giocare ancora al Bernabeu, sono fiducioso e sicuro di poterlo battere. Fino a questo momento sono contento di come sta andando qui a Madrid, anche se sono stato a lungo infortunato e mi aspetto di giocare con più continuità”

“Quanto cambia il Real con la mia presenza in campo? Non lo so -prosegue Ronaldo- però penso che una squadra non possa dipendere da un solo giocatore“.

Quest’estate i Mondiali in Sudafrica e Ronaldo guiderà il suo Portogallo alla conquista della Coppa con la fascia di capitano al braccio. Una grande responsabilità per lui, che non appare comunque spaventato dall’investitura ricevuta: “Ora che sono capitano del Portogallo le mie responsabilità sono cresciute: per giocare bene ho due fondamenti, la famiglia e l’allenamento. Nel girone troveremo subito il Brasile, ma non dovremo battere solo i verdeoro. Sogno un Portogallo in finale, magari proprio contro il Brasile. Mi troverò di fronte a Kakà, un compagno che stimo parecchio”.

Francesco Mancuso