Calcio, Sissoko:” Zaccheroni é un genio”

Dopo esser tornato dalla Coppa d’ Africa, Momo Sissoko sta recuperando la forma per  l’ ultima parte di stagione, con la Juve impegnata in campionato ed Europa.

Intervistato a Tuttosport, ha parlato della sua condizione non ottimale

«Non è per stanchezza. Un calciatore attraversa mo­menti al top e altri in cui non è al massimo. Non vo­glio accampare scuse. In un paio di partite non ho combinato granché. Ma adesso voglio dare qualco­sa di importante alla squadra. Insomma, quan­do l’allenatore avrà biso­gno di me»

 E la Juve come sta? Cos’è successo quest’anno?
«E’ vero che l’anno scorso abbiamo cominciato bene e finito male, mentre sta­volta avevamo un allena­tore nuovo e smanioso di fare bene. Così abbiamo cominciato alla grande, poi ci siamo fermati. Sono arrivate le prime sconfitte e – quando mancano i ri­sultati – la fiducia svani­sce. Se perdi la confidenza nei tuoi mezzi tutto diven­ta difficile. Per i giocatori e il tecnico»

 Adesso c’è Zaccheroni e siete ripartiti. La prima impressione sull’allena­tore?
«Zac è uno che conosce il calcio come pochi. Ha grande esperienza. Inoltre ha le idee chiarissime, ma l’aspetto che più mi ha col­pito è la sua sapienza tat­tica. E’ bravissimo, davve­ro»

Com’è riuscito a scuoter­vi?
«Sin dal primo discorso ci ha fatto capire che siamo una squadra molto forte. E’ questo è stato molto im­portante. Eravamo giù»

Sono saltati tanti allena­tori in Serie A
«Quando succede i giocato­ri stanno male, perché si sentono colpevoli. In Italia succede più spesso, ma è sempre una sconfitta per noi calciatori»

Lei è un atleta di eccel­lenti qualità. Avrebbe po­tuto primeggiare in altri sport. Perché ha scelto il calcio?
«Primo: volevo diventare un calciatore, da bambino. Secondo, ho praticato an­che altre discipline. In particolare il basket. Ma con le mani non ero bravo, mentre ho capito che nel calcio potevo sfondare»

 E nel calcio era attaccan­te. Ma da quando ha cambiato ruolo non è che se­gni molto
«Non è una questione mentale, ma di posizione. E io non mi metto addosso certo pressione in più per il gol. Preferisco rendermi utile a modo mio, in mezzo al campo. Rompendo le azioni altrui per poi spin­gere. Aiutando i difensori e il portiere. Poi se vengo­no i gol, bene, altrimenti fa lo stesso» .

Ecco, a proposito di dife­sa: subite gol da 12 parti­te consecutive in campio­nato: significa un terzo di Serie A. I problemi sono evidenti, soprattutto sul­le fasce
«Non è soltanto una que­stione dei difensori. Una squadra si difende bene quando i centrocampisti e anche gli attaccanti arre­trano, pressano. Adesso siamo più compatti. Vedo progressi evidenti» 

 L’Europa League non è la Champions
«Ma noi vogliamo assolu­tamente, e del resto pos­siamo, vincerla. Per torna­re a conquistare qualcosa dopo qualche tempo. Poi perché la Coppa è diventa­ta più importante vista la partecipazione di grandi squadre come il Liverpool. Abbiamo una partita mol­to difficile, con l’Ajax. E dobbiamo vincerla. Poi po­tremo concentrarci con il Palermo. Dobbiamo pen­sare a una partita per vol­ta e non mollare mai. Gli obiettivi sono due» 

 Coppa e qualificazione alla Champions, ovvia­mente
«Ecco, sarebbe meglio evi­tare pure i preliminari di Champions, per riposare un po’ di più, oppure per preparare meglio la pros­sima stagione. Dobbiamo continuare a lavorare co­me stiamo facendo. Se ci riusciamo, anche il secon­do posto può essere possi­bile» .

Pasquale Della Valle

Notizie Correlate

Commenta