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Delbono torna ad insegnare: giornataccia

Bologna, 25 febbraio. E’ tornato ad insegnare stamane l’ex sindaco Flavio Delbono, rimasto recentemente “disoccupato” a seguito delle vicende giudiziarie che lo hanno convinto alfine a rassegnare le dimissioni. Oggi è stato, per il prof tornato fra i banchi,  il fatidico primo giorno di Università, a Bologna, presso la Facoltà di Economia e Commercio.

Ma ecco che, iniziando la lezione, un gruppo di studenti allegramente armati di strumenti musicali, coriandoli, bandiere, maracas, sombreri e quant’altro, ha fatto irruzione nell’aula cantando e sfilando. “O Delbono, portaci in vacanza”, l’allegra richiesta dell’istrionico gruppetto. I ragazzi che con  rumoroso  spirito di iniziativa hanno offerto il piccolo in fondo pacifico spettacolo, sono alcuni studenti di Azione universitaria (ramo giovanile facente parte del Pdl).

I giovani hanno poi consegnato nelle mani dell’ex sindaco un apposito tesserino, ricevuto con curiosità ed esaminato dal professore. Da una parte, i dati del docente, con la precisazione “non ti vogliamo”, e dall’altra una riproduzione del famigerato bancomat della discordia, usato da Cinzia Cracchi, di cui tanto si è parlato durante dio procedimento nel quale Delbono è indagato.

Quindi sono usciti in fila indiana così come erano entrati, i ragazzi della insolita scenetta, senza disturbare oltre la normale attività di insegnamento. Ma l’ombra era ormai scesa sull’ambiente, ed il professor Delbono stesso non ha potuto non commentare quanto è accaduto. Si è lui stesso scusato, imbarazzato per la perdita di tempo e per i toni allegramente poco edificanti di quanto visto ed udito. “Mi dispiace del trambusto di cattivo gusto – ha subito esordito Delbono – del quale vi devo qualche spiegazione”.

“Rientro dopo circa dieci anni di congedo”, ha raccontato, ripercorrendo la storia della sua carriera universitaria e politica. Ha spiegato, supponendo forse che le notizie al riguardo non avessero fatto esattamente il giro della nazione, almeno fra i più giovani, che si è dimesso dalla sua carica di sindaco “per coinvolgimento in vicende giudiziarie”. Si è poi detto, di fronte alla platea di studenti molto dispiaciuto della sceneggiata, fatta da compagni, se non di corso, almeno di Ateneo, e ritenuti evidentemente maggiormente informati dei fatti: “Mi scuso di avere involontariamente importato trambusto e disagio. D’ora in poi concentriamoci sul corso. Benvenuti alla prima lezione”. Come dire: “Ci scusiamo dell’intervallo, e riprendiamo le normali trasmissioni”, e l’imbarazzo è ormai superato.

Sandra Korshenrich